Dune, il romanzo che ha riscritto la fantascienza

Libri e grande schermo, un rapporto strano, fatto a volte di odio e a volte di amore. In ogni caso, il minimo comun denominatore è l’effetto eco che la trasposizione cinematografica gioca sul romanzo, sia esso di amore o di fantascienza. 

È impossibile, a prescindere dalla propria opinione personale, negare l’evidenza: basta una pellicola per accendere (o riaccendere, a seconda dei casi) i riflettori su un romanzo. Un esempio recente riguarda il romanzo Dune, pietra miliare del genere fantascientifico.

Dune conquista il cinema

L’ultimo in ordine di tempo ad aver portato sul grande schermo il ciclo Dune è stato Denis Villeneuve, attirando l’attenzione di molti all’opera più importante e famosa dello scrittore statunitense Frank Herbert.

Prima del recente film del regista canadese, anche David Lynch, nel 1984, si era cimentato con Dune, anche se con uno scarso apprezzamento generale. È del 2000 l’adattamento del romanzo per una miniserie tv.

Non ultimo, Dune è stato anche soggetto per un serie di videogiochi usciti negli anni Novanta e primi Duemila e per un gioco da tavolo di strategia immesso nel mercato nel 1979, dalla società Avalon Hill.

Importanza di Dune

Dune, primo romanzo dell’omonimo ciclo, ha vinto i più prestigiosi riconoscimenti del genere di fantascienza: il premio Nebula e il premio Hugo; ha venduto circa 12 milioni di copie, attestandosi come il libro fantascientifico maggiormente venduto.

Insomma, Dune è un mostro sacro nel suo genere, un must da leggere. Ma non solo: è il libro che ha rivoluzionato la fantascienza, affrontando tematiche che, ai tempi, erano fuori dalla sensibilità collettiva.

Siamo negli anni Sessanta e il mondo vive con apprensione la situazione mondiale, divisa nei due blocchi che dividono il mondo, minacciata dalla guerra nucleare. Temi che diverranno più volte trattati nei romanzi fantascientifici.

Frank Herbert si discosta da questi filoni classici per l’epoca e affronta tematiche allora inusuali, come l’ecologia e la religione, adottando uno stile narrativo insolito, fatto di ritmi lenti e riflessivi, dando spazio anche ai flussi di coscienza.

In anticipo sui tempi, fuori dai solchi già tracciati, Dune si avvicina anche al genere fantasy. Forse un po’ troppo per l’epoca, visto che la pubblicazione fu un’impresa molto ardua da compiere per Herbert.
Numerosi i dinieghi e deludente la prima pubblicazione: il libro non sfondò e, anzi, venne considerato un flop, comportando il licenziamento dell’editor che ne curò la pubblicazione. Il tempo, invece, ha dato ragione a Herbert e alla sua visione lungimirante.

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