Unfossilerinvenuto lo scorso giugno nellaSima del Elefante, parte dell’importanteSito archeologico di Atapuerca, Spagna settentrionale, avrebbe secondo una prima datazione circa1,4 milioni di anni(Pleistocene). Ciò lo renderebbe la più antica testimonianza di un antenato di essere umano nel continente europeo.
I risultati più accurati sulla datazione sono attesi entro l’inizio del 2023
Il sito di Atapuerca costituisce già in séuna delle più antiche e ricche prove della presenza umana nel Vecchio Continentee non a caso sempre qui fu scoperta nel 2007 lamascellache con i suoi1,2 milioni di annicostituiva il record precedente. In tutto erano già stati rinvenuti i resti di32 individuivissuti in diverse epoche, oltre a manufatti e resti di animali.
Al momento la datazione del nuovo reperto è su basestratigrafica: si trovava infatti due metri più sotto, quindi la stima di 1,4 milioni di anni appare ragionevole anche se dovrà essere confermata con metodi più precisi presso il Centro Nazionale per la Ricerca sull’Evoluzione Umana di Burgos, ubicato a poca distanza dal sito.
Anche questo nuovo reperto è costituito da una mascella, o almeno un suo frammento, e potrebbe appartenere a unHomo antecessor, un ominide identificato per la prima volta negli anni 90 il cui fossile meglio preservato fu portato alla luce proprio ad Atapuerca.
Nello stesso sito fu rinvenuta anche una selce lavorata 1,4 milioni di anni fa
Fra gli autori della scoperta dell’Homo antecessor vi fu all’epoca anche il dottor Jose-Maria Bermudez de Castro, attuale co-direttore del progetto di ricerca Atapuerca. E proprio lui ha illustrato le caratteristiche del nuovo fossile nel corso di una conferenza stampa.
L’analisi per la datazione si spera possa fornire prove anche riguardol’attribuzione della specie cui apparteneva l’ominide: per la mascella del 2007 non si è finora stati in grado di ottenere una risposta definitiva.
La Fondazione Atapuerca (l’ente che ha in gestione il sito archeologico,patrimonio dell’umanità UNESCOdal 2000) ritiene comunque “molto probabile” che il frammento di mascella “appartenga a una delle prime popolazioni che colonizzarono l’Europa”.





