La statua di Zeus ad Olimpia – Le 7 meraviglie antiche

La lista che elenca le 7 meraviglie antiche (distinte dalle 7 meraviglie moderne) risale al III secolo a.C.. Tutte le opere, tra le quali anche la statua di Zeus ad Olimpia, andarono distrutte per cause differenti.

Le Sette Meraviglie del Mondo:

•             La Grande Piramide di Giza

•             I Giardini pensili di Babilonia

•             Il Tempio di Artemide ad Efeso

•             La Statua di Zeus ad Olimpia

•             Il Mausoleo di Alicarnasso

•             Il Colosso di Rodi

•             Il Faro di Alessandria

La costruzione della statua di Zeus ad Olimpia

In quello che fu il tempio di Zeus ad Olimpia, costruito tra il 470 e il 456 a.C., nella navata centrale sorgeva questa meraviglia alta circa 12 metri, realizzata a partire dal 436 a.C..

Affidata al famoso scultore Fidia, già distintosi ad Atene per la Atena Parthéos collocata nel Partenone, la costruzione del monumento dedicato al figlio di Crono e Rea fu realizzata in circa 20 anni di lavoro, giungendo a conclusione nel 433 a.C..

I resti della statua reperiti dagli archeologi permisero di scoprire come la struttura crisoelefantina (composta di oro e avorio) fosse stata ottenuta anche attraverso altri numerosi materiali come ceramica, ossidiana e lamine di piombo.

A metà del XX secolo, inoltre, il ritrovamento delle matrici di terracotta usate per lavorare il manto, permise di comprendere più approfonditamente il processo con il quale le lamine d’oro utilizzate venivano martellate una ad una e decorate con pezzi di vetro.

Cosa ci rimane della statua di Zeus

Le notizie della statua, della quale non sono pervenute copie, sono state ottenute soprattutto grazie ai tanti aneddoti riportati da autori classici come Strabone; Nella sua opera Geografia, lo storico narra come Fidia avesse tratto l’ispirazione per il progetto dalle descrizioni di Zeus contenute nell’Iliade di Omero:

“Disse, e con le nere sopracciglia il Cronide accennò; le chiome ambrosie del sire si scompigliarono sul capo immortale: scosse tutto l’Olimpo”.

Dopo circa 800 anni dalla sua costruzione, stando alle fonti bizantine la statua venne spostata dal tempio ormai abbandonato a Costantinopoli per far parte della collezione del Palazzo di Lauso.

Il palazzo dell’alto funzionario imperiale, però, venne distrutto insieme all’imponente statua nel 475, anno dell’incendio che di fatto segnò la scomparsa dal mondo di una delle 7 meraviglie antiche.

La migliore descrizione per constatare la magnificenza della statua rimane, ad ogni modo, quella dello scrittore Pausania, il quale descrive come Zeus reggesse nella mano destra una Nike (“vittoria”) fatta d’oro e avorio e nella sinistra uno scettro su cui troneggiava un’aquila, anch’essa d’oro.

Anche il mantello e i sandali della divinità erano caratterizzati da lamine d’oro e decorati con fiori di giglio in pietra dura e pasta vitrea.

Infine, il trono in oro e avorio era stato impreziosito con ebano e altri gioielli, e riportava un gran numero di rappresentazioni di matrice storica e mitologica in linea con le altre decorazioni del tempio.

di Daniele Sasso

LEGGI ANCHE:

Il mistero dello spartito scolpito sulla Chiesa del Gesù Nuovo di Napoli

Casa Batlló: il capolavoro urbanistico di Gaudí ispirato alla natura

Mummificazione: l’arte perduta di imbalsamare i morti

Il cimitero monumentale di Torino: l’altra città

Rispondi