Scontri fra squali immortalati in fossili di milioni di anni fa

Quattro rinvenimenti di fossili appartenenti ad antichi squali, tre effettuati fra il 2002 e il 2016 alle Calvert Cliffs, scogliere lungo le coste del Maryland, l’altro negli anni 80 in una miniera di fosfati nella Carolina del Nord, potrebbero portare su di sé la testimonianza di cruenti scontri fra squali avvenuti milioni di anni or sono.

Si tratta di vertebre datate fra i 23,03 e i 2,58 milioni di anni fa e mostrano ancora oggi le scalfitture forse dovute al morso di altri squali anche se non si può escludere derivino da altre “attività” durante la ricerca di cibo; ma in uno dei fossili del Maryland due denti si spezzarono rimanendo incastrati nella vertebra stessa.

Gli squali sopravvissero alle tre ultime grandi estinzioni di massa

Secondo i ricercatori, il modello tridimensionale ottenuto attraverso una TAC conferma che gli squali sopravvissero agli attacchi dei loro aggressori: ciò è indicato dalla ricrescita di tessuto nel corpo vertebrale intorno alle ferite e alle parti di denti perduti dal contendente nello scontro.

Mentre le lotte fra gli squali odierni sono oltre che comuni ben documentate e includono persino forme di cannibalismo, altrettanto non si può dire riguardo i loro antenati: il problema nel reperire testimonianze consiste nel fatto che allora come oggi gli squali sono pesci basati su una struttura cartilaginea e non ossea.

Il tessuto molle delle cartilagini si degrada rapidamente dopo la morte ed è quindi molto più difficile possa preservarsi in forma fossilizzata, tanto è vero che per quanto gli squali vivano negli oceani fin da prima della comparsa dei dinosauri la maggior parte delle testimonianze fossili è composta principalmente da denti.

Vertebra di squalo
La vertebra con i due frammenti di dente mostrata da diverse angolazioni. Il tratto bianco rappresenta, in scala, un centimetro. (Credit: Perez, V.J. et al. Acta Palaeontological (2021); CC BY 4.0)

Una delle vertebre testimonia di numerosi attacchi subiti dal suo proprietario

Le vertebre della spina dorsale sono tuttavia composte di una cartilagine di densità più elevata rispetto ad altre parti dello scheletro, con maggiori probabilità di fossilizzarsi. La più antica testimonianza di cannibalismo in questa specie risale al Devoniano, grazie al ritrovamento un fossile di Cladoselache nel cui stomaco sono stati rinvenuti i resti di un altro squalo.

Dalla forma dei denti, i ricercatori ritengono l’aggressore fosse uno squalo appartenente alla famiglia dei Carcharhinidae e più nello specifico forse al genere Carcharhinus oppure Negaprion. Più difficile l’identificazione delle vittime, si sa trattarsi di Chondrichthyes, classe che oggi include 282 specie note, dagli squali tigre agli squali martello.

La ricerca Rare evidence of shark-on-shark trophic interactions in the fossil record di
Victor J. Perez, Stephen J. Godfrey e Phillip F. Chapman è stata pubblicata Acta Palaeontologica Polonica (2021)

Guarda anche:

Condividi

Rispondi