Giuditta e Oloferneè un gruppo scultoreo in bronzo realizzato daDonatellotra il 1453 e il 1457, intorno agli ultimi anni della sua carriera artistica. A partire dal 1988, la statua è conservata presso laSala dei Gigliall’interno diPalazzo VecchioaFirenze.
Questa spettacolare opera di Donatello si discosta dallo stile classico ed armonioso, tipico delle sue prime opere (si veda ilDavid), ed è animata da unacarica espressivadel tutto nuova, che rappresenta in maniera molto realistica l’intensità dei sentimentidei personaggi.
Cenni storici
La statua diGiuditta e Olofernefu commissionata a Donatello daCosimo de’ Medici(detto “il Vecchio”) o dal figlioPiero detto “il Gottoso”in ricordo del padre. Secondo alcuni studiosi, la scultura fu inizialmente realizzata per la Cattedrale di Siena e soltanto in seguito fu acquistata dallafamiglia Medici.
L’opera fu in un primo momento collocata nel giardino diPalazzo Medici, ma in seguito alla seconda cacciata dei Medici (nel 1494) venne collocata inPiazza della Signoria, davanti Palazzo Vecchio, comesimbolo della vittoriadel popolo fiorentino sulla tirannide. Nel 1506, l’opera di Donatello lasciava il posto al gigantescoDaviddi Michelangelo, che da quel momento dettò i nuovi canoni di grandezza delle opere presenti nella piazza.
La statua diGiuditta e Olofernefu così spostata sotto laLoggia della Signoria, fino a quando nel 1582 venne spostata sul lato stretto (verso gli Uffizi), sostituita dalRatto delle Sabinedi Giambologna. Durante le due guerre mondiali, la statua fu conservata nei depositi ed in seguito fu riposizionata sull’Arengario di Palazzo Vecchio. Dal 1988, in seguito ad un accurato restauro, la scultura si trova all’interno di Palazzo Vecchio ed è statasostituita all’esterno da una copia.
Descrizione e analisi dell’opera
L’opera di Donatello raffigura il noto episodio biblico diGiuditta e Oloferne, in cui la giovane donna salva la propria città di Betulia dall’assedio dell’esercito babilonese diNabucodonosor. Con grande astuzia, Giuditta si fa accogliere di notte nel campo di Oloferne, generale delle truppe nemiche,facendolo ubriacare. Mentre il generale si addormenta nella sua tenda, Giuditta lodecapita con la sua spadae rientra vittoriosa nella sua città, facendo ritirare l’esercito nemico rimasto senza il proprio comandante. Il significato di questo episodio biblico si può interpretare come la personificazione della virtù dell’Umiltà che vince sul peccato della Superbia.
Donatello concepì il gruppo scultoreo di Giuditta e Oloferne in modo tale da invitare lo spettatore a girare attorno alla statua per poterla apprezzareda ogni angolazione: i due soggetti sono, infatti, disposti in maniera intrecciata ma rivolti con il visoverso direzioni opposte, mentre il cuscino su cui è seduto Oloferne è in posizione sfalsata rispetto alla base.
L’opera è stata realizzata con la tecnica difusione a cera persae Donatello la suddivise in11 partiper poi comporla. Giuditta è rappresentata nel momento in cui mozza la testa a Oloferne, con la mano che impugna la spada sollevata verso l’alto. Nonostante ilmomento drammatico e violento, tuttavia,la sua espressione è compostaed il suo sguardo è come perso nel vuoto. Il basamento raffigura dei putti in bassorilievo conscene di ebbrezzache rimandano chiaramente all’ubriachezza del generale Oloferne.








