La Chimera di Arezzo: storia e significato del capolavoro dell’arte etrusca

La scultura in bronzo nota come“Chimera di Arezzo”è un’opera che combina modello e stile di ascendenza greca emaestranze etrusche. L’opera è datata alla seconda metà o fine del V secolo a.C. ed è conservata presso ilMuseo Archeologico Nazionale di Firenze.

Descrizione dell’opera

Il gruppo scultoreo dellaChimera di Arezzorappresenta unessere mostruosoche, secondo la mitologia greca, fu sconfitto dall’eroeBellerofonte. La Chimera è costituita da parti divari animali: la testa e il corpo sono quelli di unleone, raffigurato con le fauci spalancate ed in posizione minacciosa; sul dorso spunta latesta di una caprache viene morsa dalserpenteraffigurato al posto della coda del leone.

Il corpo della Chimera è rappresentato in estrema tensione, nell’atto diaggredire il suo avversario, e sul suo corpo sono visibili le costole ed i segni della battaglia contro Bellerofonte.

Chimera di Arezzo, seconda metà-fine V secolo a.C., Museo Archeologico Nazionale, Firenze.

Storia e interpretazione

Il manufatto d’arte etruscafu rinvenuto nel 1553 in Toscana, durante la costruzione delle fortificazioni ad opera deiMedicinella periferia della città diArezzo(da qui il nome “Chimera di Arezzo”). Dal momento che furinvenuta senza la coda(soltanto in seguito ritrovata dalVasari), l’opera fu in un primo momento identificata con un leone e fu ricomposta soltanto nelXVIII secolo, in seguito ad un restauro visibile ancora oggi. Tuttavia, ilrestaurofu eseguito in maniera scorretta: la coda-serpente, infatti, non doveva mordere il corno della capra, ma avrebbe dovuto scagliarsi contro Bellerofonte.

La Chimera di Arezzo rappresenta ilsimbolo del Quartiere di Porta del Foro, che fa parte dei quattro quartieri della Giostra del Saracino. Con una certa probabilità, la Chimera doveva appartenere ad ungruppo scultoreodi cui facevano parte ancheBellerofonte e Pegaso. Tuttavia, l’iscrizioneche si può leggere sulla zampa anteriore destra non esclude che l’opera costituisse un’offerta votivaa sé stante. Nella scritta si può leggere, infatti, “TINSCVIL” o “TINS’VIL”, che significa “donata al dio Tin” (dio etrusco del giorno).

Dettaglio dell’iscrizione.

La Chimera nella mitologia greca

Secondo lamitologia greca, la Chimera era unmostro a tre testegenerato daEchidnae daTifone, altri due esseri mostruosi da cui nacquero anche la Sfinge, l’Idra di Lerna e Cerbero. Il terribile mostro terrorizzava gli abitanti dellaLicia(regione storica dell’Asia Minore), devastando le terre e le abitazioni con lefiammeche fuoriuscivano dalla sua bocca.

Secondo il mito, poi ripreso anche in Etruria, l’essere mostruoso fu sconfitto dall’eroe greco Bellerofontecon l’aiuto del suocavallo alato Pegaso. La Chimera fu uccisa con le sue stesse armi: l’eroe inserì la punta in piombo del suogiavellottoall’interno della bocca del mostro ed il calore del fuoco, fondendo il metallo,lo uccise.

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