Un curatore di unmuseos’inoltra nei più reconditi e oscuri meandri della struttura nella quale lavora e s’imbatte in unfantasma. È accaduto davvero, in un certo senso, aIrving Finkel del British Museum di Londra.
Esplorando gliimmensi archivi, il ricercatore ha posato gli occhi su unatavoletta d’argilla babilonese datata 3500 anni: su un lato vi erano delle scritte che nessuno si era ancora preoccupato di tradurre e sull’altro… a un primo sguardo,nulla. Ma con la giusta inclinazione hanno fatto capolino delle incisioni.
Lo spirito legato al mondo dei vivi: una costante fra le culture
Unafigura alta ed emaciatasta seguendo unadonnaall’apparenza assolutamente normale e con indosso vestiti di tutti i giorni (per l’epoca e il luogo) alla quale èlegata per i polsitramite una specie dicorda. Unlegame indissolubileche tiene i defunti ancorati al mondo dei vivi per cause come un lavoro non portato a termine o il legame con una persona in vita.
Come sottolinea lo stesso Finkel, filologo e assiriologo nonché esperto di antiche lingue mesopotamiche, sonotratti comuni a numerose culturee tutt’ora presenti, sembranouna costantenel corso di migliaia di anni di evoluzione socioculturale umana.
E infatti le parole incise sull’altro lato della tavoletta babilonese costituisconoun ritualecon il fine di permettere allo spirito di liberarsi del legame, mitigandone la solitudine, che gli impedisce di raggiungere il mondo dell’aldilà. La descrizione diun antico esorcismo, in altre parole.
Il non lusinghiero passato degli istituti museali europei
La tavoletta giaceva in un archivio dal Diciannovesimo Secolo, un’epoca durante la qualetanti musei europei fecero a garaper accaparrarsi quanti più reperti possibilesenza badare troppo al modo in cui fossero giunti in proprio possesso, rendendosi complici di vere e proprierazzieai danni del patrimonio di antiche civiltà come quella assirobabilonese.
I reperti furono così accumulati e spessonulla si sa del contesto dal quale provengono, informazione assolutamente fondamentale per una vera opera di studio e ricerca. Un’enorme quantità di testimonianze come questa antica tavolettastoccate e dimenticate, rendendo oggi prezioso il lavoro di ricerca all’interno dei propri stessi magazzini.
Finkel ritiene chela mitologia assiro babilonese sul mondo dopo la vita nulla abbia da invidiare alla decisamente più popolare controparte egiziae che molto possa ancora essere portato alla luce grazie a reperti simili, sono solo da ritrovare e valorizzare. Questa tavoletta stessa non è mai stata esposta al pubblico e Finkel spera si possa porre rimedio nel prossimo futuro.





