L’Agenzia Spaziale Europea e l’esplorazione dei tunnel di lava lunari

L’Agenzia Spaziale Europea sta sviluppando due progetti relativi all’esplorazione e alla presenza umana sulla Luna, sia in modo indipendente che in collaborazione col progetto Artemis della NASA: la European Large Logistics Lander e la Moonlight initiative, dedicate alle infrastrutture rispettivamente per l’esplorazione e le comunicazioni, inclusi sistemi di localizzazione e controllo per i veicoli di esplorazione.

I tubi di lava potrebbero risultare decisivi per la creazione di basi permanenti sulla Luna ma anche su Marte

Siamo ancora allo stadio concettuale e nessuna di queste due missioni è stata ancora realmente pianificata o finanziata, ma nel frattempo un particolare interesse è indirizzato verso l’ampliamento delle conoscenze delle cavità naturali presenti sul nostro satellite, grandi condotti in cui un tempo scorrevano fiumi di lava e che oggi sono spazi vuoti, proprio come accade sulla Terra (alcuni di questi enormi tunnel sono visitabili in Islanda, per esempio).

Simili strutture naturali, sulla Luna come su Marte, possono rivelarsi preziose risorse quando si pensa a basi permanenti poiché, oltre a facilitare l’impresa di costruire strutture ad hoc, potrebbero risolvere il problema derivante dall’esposizione alle radiazioni soprattutto solari che colpiscono la superficie (abbiamo parlato delle recenti ricerche a riguardo in questo articolo).

Dall’esplorazione degli ingressi ai rover autonomi

Proseguendo lungo una serie di studi in proposito, l’ESA ha selezionato due progetti specifici. Uno è proposto dall’Università di Würzburg, Germania, e prevede una sonda racchiusa in una sfera trasparente che verrà calata, da una sorta di gru montata su un rover, dall’ingresso di una cava: gli strumenti di cui sarà dotata includeranno video e fotocamere ottiche, un sistema di mappatura 3D Lidar e un rilevatore per verificare il livello di protezione garantito dallo strato di regolite (la roccia lunare) dalle radiazioni esterne.

La proposta dell’Università di Oviedo, Spagna, è invece incentrata sul sistema di alimentazione e comunicazione senza fili con un rover da inviare in esplorazione all’interno della cava: privo di sistema di alimentazione a bordo, riceverà energia dai pannelli solari ubicati all’esterno, anche in questo caso grazie a un ulteriore rover dotato di una gru in grado di far scendere nell’imboccatura un dispositivo di carica e comunicazione senza fili con la possibilità inoltre di inviare diversi veicoli, ognuno dei quali potrà fungere da ripetitore e permettere a questa sorta di catena wireless di spingersi più in profondità nella struttura naturale.

Per ulteriori informazioni: “ESA plans mission to explore lunar caves”, 24 febbraio 2021.

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