Esistono due tecniche principali per l’individuazione di pianeti in orbita intorno a una stella: ilmetodo del transitosfrutta il calo della luminosità stellare quando un altro oggetto gli passa davanti, mentre ilmetodo della velocità radialesi basa sulle oscillazioni della stella conseguenza dell’attrazione gravitazionale di un pianeta.
Naturalmente in entrambi i casi si tratta di dati ottenibili tramite strumenti molto sensibili e ciascuno fornisce una quantità limitata di informazioni. Ma a volte si verifica il raro evento diun pianeta rilevabile attraverso entrambe le metodologie contemporaneamentee i dati combinati possono consentire un balzo nella comprensione delle caratteristiche del corpo celeste in questione: è il caso diGliese 486 b.
Un pianeta roccioso vicino a noi
Scoperta dal team diTrifon TrifonovdelMax Planck Institute for Astronomy, si tratta di unasuper Terra, 2,82 volte la massa del nostro pianeta e 1,3 volte il raggio, in orbita intorno a una nana rossa di 0,3 masse solari,Gliese 486(nota anche come Wolf 437 e Toi-1827) e vanta un’ulteriore caratteristica importante ai fini della ricerca futura: esso è ubicato relativamente vicino a noi, 26,4 anni luce, il terzo esopianeta più vicino fra quelli che dal nostro punto di vista transitano davanti al proprio sole.
La scoperta è avvenuta attraverso il metodo dei transiti grazie al satelliteTess(Transiting Exoplanet Survey Satellite) e per la velocità radiale conCARMENES(Calar Alto high-Resolution search for M dwarfs with Exoearths with Nearinfrared and optical Echelle Spectrographs), spettrografo dell’osservatorio Calar Alto, in Spagna.
Non siamo di fronte a un mondo abitabile
Nonostante la densità di 7 grammi per centimetro cubo suggeriscauna composizione simile alla Terra, a base di ferro e silicati, per altri aspetti è decisamentepiù simile a Venere che al nostro pianeta: è molto vicino alla nana rossa, 0.017 Unità Astronomiche contro 1 UA che rappresenta la distanza Terra-Sole, tanto checompleta un’orbita (un anno) in appena 1,48 giorni. La temperatura superficiale è intorno ai 700 kelvin, oltre400 centigradi. Un po’ meno di Venere e non abbastanza affinché sia un mondo di lava ma tanto da renderlodi particolare interesse per lo studio spettroscopico e le curve di fase, ovvero le variazioni nello spettro a seconda del cambiamento dell’incidenza dei raggi del suo sole man mano che il pianeta si sposta.
Queste osservazioni, agevolate dal fatto che Gliese 486 b (denominato anche Toi-1827.01) sia un oggetto relativamente luminoso e vicino permetteranno studi approfonditi attraverso diversi telescopi in modo particolare per cercare dicomprendere la composizione e il comportamento della sua atmosfera. Questi dati risulteranno per comparazione preziosi anche nel processo di ricerca di mondi abitabili.
Per ulteriori informazioni:“A nearby transiting rocky exoplanet that is suitable for atmospheric investigation”,Science.






