Fra i 600.000 e i 700.000 anni fa Marte subìun impatto con un gigantesco oggetto, un meteorite oppure un asteroide, in seguito al qualeinnumerevoli frammenti rocciosi del pianeta furono scagliati nello spaziodando inizio a un lungo viaggio che portò alcuni di essi fin qui sulla Terra.
Ora uno di quei frammenti (o meglio un pezzettino di esso) sta tornando a casa.
Il meteorite, denominato SAU 008, Fu rinvenuto in Oman nel 1999
La missione della NASAMars 2020sta portando il roverPerseverancesul Pianeta Rosso. Uno dei suoi compiti principali e certo il più suggestivo consiste nellaricerca di tracce di forme di vita, passate o, perché no, tutt’ora presenti su Marte (sia pure a livello di microbi).
Affinché possa operare al meglio, il robot avrà bisogno dicalibrare la propria strumentazionee quale modo migliore se non fare uso di un campione approfonditamente analizzato da equipe di esperti negli ultimi vent’anni?
Il prezioso reperto è conservato presso il Museo di Storia Naturale (National History Museum) Di Londra
Perseverance verrà mandato a esplorare ilCratere Jezero, foce di un antico fiume e perciò ritenuta una zona particolarmente adatta a questo genere di ricerca, come avevamo anticipato in unprecedente articolo.
Fra gli strumenti a bordo, riveste in questo ambito particolare importanzaSHERLOC (Scanning Habitable Environments with Raman & Luminescence for Organics & Chemicals), che grazie a un laser, uno spettrografo e una fotocamera andrà alla ricerca di indicazioni di passata o attuale attività biologica nei minerali e nelle molecole organiche.
Una scelta ponderata
Uno dei metodi più affidabili per poter affermare che un meteorite sia di origine marziana consiste nell’analizzare lemicroscopiche bolle di gas intrappolate al suo internoe verificare se siano coerenti con la composizione chimica dell’atmosfera del pianeta, che oggi conosciamo proprio grazie alle precedenti esplorazioni.
SAU 008 risponde ai requisiti e, come spiega la dottoressa Caroline Smith, responsabile del settore del National History Museum dedicato alle meteoriti, questo frammento èparticolarmente adatto allo scopo per via della sua particolare solidità e robustezza, laddove la maggior parte delle rocce identificate come marziane a nostra disposizione risulta al contrario piuttosto fragile.
Grazie a questa possibilità dicomparare elementi sconosciuti con qualcosa di noto, il lavoro di Perseverance risulterà molto più affidabile. Una volta selezionati e raccolti campioni ritenuti adeguati, inoltre, essi saranno recuperati eportati sulla Terra da un ulteriore roverin una fase successiva di questa ambiziosa missione esplorativa alla ricerca della vita fuori dal pianeta Terra.
Di Corrado Festa Bianche






