Ai confini del mondo, alla scoperta di sé stessi con Walter Bonatti

Walter Bonatti è stato uno dei più grandi alpinisti di sempre, famoso sia per le sue imprese leggendarie sia per i diversi libri di avventure che ha scritto proprio sulla scorta delle sue esplorazioni ai quattro angoli della terra.

Oltre che alpinista, Walter Bonatti, infatti, è stato uno scrittore e numerosi sono i libri che troviamo a suo nome: dalla narrazione relativa alla scalata del K2 fino alle esplorazioni di angoli remoti della terra, Bonatti ha curato molto anche la fase narrativa delle sue esperienze.

Walter Bonatti: i primi anni

Nato a Bergamo nel 1930, vive alcuni anni dell’infanzia lontano dai genitori che, per motivi economici, lo affidarono alle cure di parenti; finita la guerra, adolescente, inizia a frequentare una palestra e si dedica alle prime uscite di alpinismo.

Il Monte Bianco sarà, sin da subito, un monte che lo appassiona: qui si cimenta con le prime salite e proprio qui compie alcune delle sue imprese memorabili, come l’ascesa in solitaria sul pilone Sud-Ovest del Dru, un massiccio del Monte Bianco, nel 1955.

La questione della conquista del K2

Attorno alla scalata del K2 dell’estate del 1954 ruota la sua vita professionale e personale: la spedizione con la quale era partito conquista il 31 luglio la vetta, ma per oltre cinquant’anni il suo ruolo e il suo contributo saranno oggetto di versioni contrastanti e distorsioni della verità.

Tante le polemiche che nascono attorno alla vicenda e Walter Bonatti scriverà diversi libri nei quali narrerà la propria versione dei fatti: è del 1985 “Processo al K2”, dieci anni dopo “Il caso K2” e del 2003 “K2. La verità”.

Nel 1964, accusato da un giornale di pesanti accuse su come si svolsero i fatti in quei drammatici giorni di conquista del K2, Bonatti intraprende le vie legali e vince la causa. Solamente nel 2004, il CAI, dopo un’indagine su cosa accadde sul k2, riconosce la versione di Bonatti.

Le esplorazioni come inviato di “Epoca”

Nel 1965, in febbraio, conclude la propria carriera di alpinista con un’impresa memorabile: la prima  scalata invernale e solitaria della parete Nord del Monte Cervino. Un successo che fa storia e che segna la fine della carriera da alpinista di Walter Bonatti.

Pochi mesi dopo, l’alpinista è di nuovo all’opera con una nuova realtà: viene inviato per conto del giornale “Epoca” a effettuare reportage nei luoghi più remoti del pianeta. Per quasi 15 anni, Walter Bonatti vive in prima persona e racconta ai lettori di posti inesplorati.

Tanzania, Patagonia, Namibia, Australia, Antartide e tantissimi altri paradisi terrestri vengono vissuti e narrati da Bonatti che fa della scrittura il suo nuovo campo di azione: racconti intensi e genuini che fanno conoscere il mondo e le bellezze della natura incontaminata.

Conclusa l’esperienza da reporter di “Epoca”, si dedica alla stesura dei testi narrativi dei viaggi e delle missioni, lasciando un nutrito e quanto mai interessante numero di libri di avventure; l’alpinista si spegne per malattia nel settembre 2011 a Roma.

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