Riscopriamo “I viaggi di Gulliver”, non solo un libro di avventura per ragazzi

Un gigante fra esseri minuscoli, oppure un piccolissimo essere in mezzo a degli uomini grandissimi. Queste sono alcune delle più celebri immagini che i più associano a “I viaggi di Gulliver”, romanzo di Jonathan Swift, pubblicato per la prima volta nel Settecento.

Popolare fra i libri per ragazzi, “I viaggi di Gulliver” narra delle fantastiche, ma alquanto surreali avventure che Lemuel Gulliver, medico con la profonda passione per la scoperta e per i viaggi, fa in mondi straordinari.

I quattro viaggi di Lemuel Gulliver

Il primo viaggio di Gulliver è a Lilliput, un’isola dove gli abitanti sono alti circa 15 cm. Qui, il protagonista si trova coinvolto nella politica estera che vede l’isola in lotta con un vicino isolotto; nonostante il decisivo apporto di Gulliver sia nella guerra in corso che nella vita dell’isola, il protagonista viene condannato a morte.

Riesce a scappare prima che sia troppo tardi e, dopo un breve soggiorno a casa sua, si rimette in viaggio. Ironia della sorte, Lemuel si ritrova in una situazione completamente opposta: a Brobdingnag, infatti, gli abitanti sono giganteschi, mentre lui è piccolissimo.

Nonostante le iniziali difficoltà a sopravvivere, Gulliver viene accettato dagli abitanti che, tuttavia, ben presto lo considerano un fenomeno da baraccone. Nonostante ciò, vive un soggiorno piacevole fino a che non viene rapito da un’aquila che vorrebbe mangiarlo.

Fra varie peripezie, Gulliver si ritrova a Laputa, un’isola volante abitata da scienziati e professoroni, ma anche da persone che non moriranno mai. In questo viaggio, Gulliver ha modo di confrontarsi con temi esistenziali molto importanti.

Anche nell’ultimo viaggio, nella terra degli Houyhnhnm, dominata da coscienziosi ed etici cavalli, lo spazio per la riflessione è molto ampio: qui sono i cavalli a regnare e gli uomini, nella versione più rude e triviale impersonata dagli Yahoo, a servire.

Le tante riflessioni che Jonatahn Swift ci lascia

Al di là degli aspetti più assurdi e fantasiosi, “I viaggi di Gulliver” è un’opera satirica che apre a profonde riflessioni sulla natura umana, sul potere, sulla società, sulla religione e su moltissimi altri temi.

Difatti, “I viaggi di Gulliver”, nonostante la sua popolarità fra i libri per ragazzi, è un testo consigliatissimo anche per i grandi che abbiano voglia di fermarsi a riflettere sulla natura umana e su molti suoi aspetti, con occhio critico e, in diversi tratti, spietato.

Swift non ha solo narrato, ma anche espresso le sue posizioni e riflessioni a riguardo. Purtroppo, le conclusioni a cui arriva non sono molto ottimistiche: secondo l’autore, infatti,  non c’è margine, occasione di miglioramento per l’uomo.

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