Ernest Hemingway si suicidò, e non fu l’unico della sua famiglia

“Addio alle armi” o “Il vecchio e il mare” sono solo due dei tanti capolavori che hanno fatto appassionare ed apprezzare la scrittura di Ernest Hemingway a lettori di generazioni e latitudini differenti.

La vita personale e familiare del famoso scrittore statunitense, premio Nobel per la letteratura, fu piuttosto turbolenta, come numerose lettere ritrovate hanno raccontato, e culminò nel suicidio di Ernest Hemingway.

Il suicidio di Ernest Hemingway

Nell’estate del 1961, e più precisamente il 2 luglio, Hemingway si tolse la vita. Lo scrittore soffriva da tempo di depressione e di evidenti segni di squilibrio mentale che, alcuni anni prima, avevano anche richiesto un ricovero.

In quei giorni estivi del 1961, la situazione sembrava essersi stabilizzata, anche se la moglie sorprese, alcuni giorni prima del tragico evento, Ernest Hemingway maneggiare il fucile da caccia che possedeva.

Nonostante le rassicurazioni di Hemingway, la donna, molto preoccupata, si premurò di chiudere il fucile a chiave in un armadietto. Il rimedio non fu però sufficiente a distogliere lo scrittore, premio Nobel per la Letteratura nel 1954, dai suoi intenti. 

Infatti, la mattina del 2 luglio 1961 un forte colpo svegliò casa Hemingway: quando la donna raggiunse il punto da dove proveniva il boato, trovò lo scrittore morto, con la canna del fucile in bocca.

Il suicidio del padre di Hemingway

Come dicevamo in apertura, Ernest non fu l’unico suicida della sua famiglia. Prima di lui, nel 1928, si uccise, sparandosi con una Smith&Wesson, il padre Clarence. I motivi del folle gesto sono stati ricondotti alla caduta sociale della sua persona e della sua famiglia negli anni che precedettero la crisi finanziaria del 1929.

Sconfortato dal non poter nulla contro la lenta e inesorabile decadenza sociale della sua posizione, Clarence visse gli ultimi tempi della sua vita in depressione. Pare che a contribuire al suo stato d’animo abbia contribuito anche Ernest.

L’autore di “Addio alle armi”, infatti, in gioventù aveva più volte attaccato il padre e, infine, lo aveva abbandonato con disprezzo. Clarence Hemingway soffrì molto questa situazione e, nel tempo, lo stesso Ernest visse con grandi e opprimenti sensi di colpa.

Il suicidio della nipote Margaux

Nata nel 1954, anno in cui Hemingway ricevette il premio Nobel per la Letteratura, Margaux intraprese la carriera dello spettacolo, cimentandosi come fotomodella e come attrice. Come fotomodella riuscì a concludere un contratto strepitoso con la maison Fabergé.

Meno successo riscosse nel cinema, dove non riuscì ad affermarsi. Tale situazione, unita al declino della carriera da fotomodella e a una vita privata segnata da due divorzi, portarono Margaux a soffrire di disturbi alimentari e alcolismo, come suo nonno Ernest.

E proprio come suo nonno, decise di togliersi la vita: il 1° luglio del 1996, esattamente nel giorno della vigilia del 35simo anniversario della morte del nonno, venne trovata morta a causa di un’overdose del barbiturico da lei usato per curare l’epilessia.

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