Unatempesta solareverificatasi9125 anni fa: questo è il risultato di uno studio guidato dall’Università di Lund (Svezia) compiuto sucarote di ghiaccio prelevate in Groenlandia e in Antartide. Ma la scoperta implicaun’anomalia: essa avrebbe avuto luogo duranteuna fase tranquilla del Sole, quando i ricercatori non si aspettano il verificarsi di simili eventi.
Il Sole è indispensabile per ilprosperare della vita sulla terra, senza noi non esisteremmo; ma in circostanze particolari può risultare persino letale per essa. La formazione ditempeste geomagnetichepuò verificarsi in seguito al massiccio rilascio di energia quando si genera una forte attività sulla superficie del Sole. Ciò può portare a conseguenze comel’interruzione nelle comunicazioni satellitario addirittura nellafornitura di corrente elettrica a terra.
La meteorologia cosmica: un’improba impresa
Sarebbe quindi molto importante poterprevedere le tempeste solari, ma si tratta di un’impresa di difficile conseguimento. Proprio questo studio complica le cose, poiché finora si è ritenuto tali eventi fossero più probabili durante unmassimo solare, il periodo di maggiore attività corrispondente alciclo delle macchie solari. Ma questo principio potrebbe non valere proprio riguardo le tempeste di più grande intensità.
“Abbiamo studiato i carotaggi effettuati in Groenlandia e Antartide e rilevato tracce di una massiccia tempesta solare che colpì la Terra durante una delle fasi passive del Sole circa 9.200 anni fa”, afferma Raimund Muscheler, geologo presso l’Università di Lund. I ricercatori hanno esaminato le carote alla ricerca dipicchi di berillio-10 e cloro-36, isotopi radioattivi prodotti daparticelle cosmiche ad alta energiache raggiungono la Terra e possono preservarsi nel ghiaccio e nei sedimenti.
“Sì tratta di un lavoro di analisi dispendioso in termini di tempo e costi. Ci siamo sentiti quindi alquanto soddisfatti nel momento in cui abbiamo trovato un tale picco, indice di una tempesta solare gigante finora sconosciuta in connessione con una bassa attività solare”, continua Muscheler.
L’Evento di Carrington, 1859, è la più grande tempesta geomagnetica mai osservata
Una tempesta solare di tale intensità potrebbe portare a gravi conseguenze, se si verificasse oggi, dalle interruzioni nella fornitura di energia elettrica ai danni causati dalle radiazioni ai satelliti con il rischio di collasso del sistema di comunicazioni a livello globale; costituirebbe inoltre un pericolo anche per il traffico aereo e gli astronauti in missione al di fuori dell’atmosfera, si pensi alla Stazione Spaziale Internazionale o la cinese Tiangong.
“Queste enormi tempeste non sono oggi incluse in modo adeguato nelle valutazioni dei rischi cui siamo sottoposti. È della massima importanza analizzare come potrebbero influire questi eventi sulla tecnologia odierna e come possiamo proteggerci”, conclude Raimund Muscheler.
Un assaggio dellaportata del problemalo abbiamo avuto nel1859, anno in cui si verificò il cosiddettoEvento di Carrington(dal nome dell’astronomo inglese che osservò l’eruzione solare del 1° settembre): all’epoca, oltre alla comparsa dell’aurora boreale a latitudini inusualmente basse(persino in centro Italia),mandò in tilt le linee del telegrafo, il top della tecnologia all’epoca. E oggi siamo molto più dipendenti da una tecnologia che potrebbe rivelarsi fragile di fronte a un evento di tale portata.
Fonte:“Cosmogenic radionuclides reveal an extreme solar particle storm near a solar minimum 9125 years BP“,Nature Communications(2022).





