Ivideogiochi, ad oggi, non possono essere più considerati soltanto un mezzo attraverso il quale svagarsi e sfidare gli amici. GlieSportmuovono un mercato fatto di sponsorizzazioni miliardarie, e glieGamerssembrano sempre più simili adatleti più “classici”,solo con iljoystickal posto di una racchetta o un’asta per il salto in lungo.
Una ricerca delNew York Institute of Technologyafferma che glieGamersdovrebbero essere trattati come atleti da un punto di vista medico, necessitando quindi di una specifica assistenza per garantirne non solo le prestazioni, ma anche lasalute psicofisica.
Le interviste agli eGamers
I ricercatori nel campo della medicina osteopatica dello sport hanno intervistato 65 universitarigiocatori di eSportappartenenti a 9 diversi college americani. Raccogliendo i dati, è stato possibile sottolineare come i programmi di allenamento deglieGamerscomprendessero in mediada cinque a dieci ore di allenamento al giorno, e come molti videogiocatori segnalassero anchelesioni fisichederivate da questi ultimi.
Anche se il senso comune porterebbe a pensare che un giocatore dieSportnon abbia bisogno del supporto medico, essendo questa un’attività sedentaria, i professionisti nel campo delgamingpossono effettivamente essere soggetti aproblemi di salutee subireinfortuni croniciche ne compromettono non solo la carriera, ma anche ilbenessere.
I disturbi più comuni che sono stati segnalati sono statidolore alla mano(32%),dolore al polso(36%),dolore al collo e alla schiena(42%) eaffaticamento degli occhi(56%). Il dato più interessante è che solamente il2%dei soggetti intervistati che avevano sofferto di queste problematiche avevano provato a consultare unmedico.
L’eccessiva esposizionealla luce LEDdegli schermi utilizzati per giocare, inoltre, può danneggiare le retine e provocare delle deficienze nei livelli dimelatoninache compromettono il ciclo sonno-veglia. Non a caso, un altro tipico sintomo deglieGamersè rappresentato dai disturbi del sonno.
Supportare i giocatori e tenersi al passo con il mondo
Soprattutto in virtù dell’esplosione di questa attività e della formazione di squadre universitarie che si dedicano aglieSportcostantemente, secondo i ricercatori è necessario fornire a chi pratica questa disciplina lo stesso livello diprevenzione e trattamentodegli infortuni previsto per gli atleti tradizionali.
Si richiede, quindi, un costantesupporto medicoper identificare ed affrontare anche quei comportamenti che potrebbero sfociare nelladipendenza, oltre che incambiamenti disfunzionalinelle prestazioni accademiche o lavorative e lesioni croniche.
Un modo per stare al passo conun mondo sempre più tecnologicoche non può essere ignorato, e che necessita diun adeguamento anche in direzioni impronosticabili fino a pochi decenni fa.
Fonti:
“Managing the health of the eSport athlete: an integrated health management mode” by Joanne DiFrancisco-Donoghue, Jerry Balentine, Gordon Schmidt, and Hallie Zwibel in British Medical Journal Open. Published January 21 2019. doi:10.1136/bmjsem-2018-000467
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