Primo appuntamento di una maratona che ci terrà compagnia fino alla Notte degli Oscar.Vi portiamo con noi in un’immersione cinematografica tra i candidati degli Academy Awards di quest’anno. Iniziando dal Ma Rainey’s Black Bottom diGeorge C. Wolfe, nominato tra gli altri per migliore attrice protagonista aViola Davise migliore attore aChadwick Boseman.
Trama
Ma Rainey’s è la regina del blues, o la madre per esattezza. Arrivata a Chicago negli anni ’20, è lì per incidere il suo album, sotto richiesta di un discografico e del suo agente.Con lei arriva la sua band, tra i quali spicca il trombettista Levee, che sogna di diventare un compositore avere un giorno una band tutta sua.
Chiusi nella sala delle prove e poi in quella di incisione, i membri della band cominciano però a discutere, aizzati dalla presenza del nipote balbuziente di Ma.Inizia così una serie di dialoghi e monologhi che scavano nel cuore stesso della storia di schiavitù e sfruttamento del popolo afro-americano.

Ma Rainey’s Black Bottom: poca musica e molto (forse troppo) teatro
Che il lato teatrale di Ma Rainey’s Black Bottom fosse il punto cardine, appare evidente fin dalla sua costruzione. La pellicola è infatti un adattamento dell’opera teatrale omonima di August Wilson, uscita nel 1984.George C. Wolfela riporta sulla schermo, cercando un compromesso tra cinema moderno e teatro.Il risultato è però un film di appena un’ora e mezza che non riesce, a nostro avviso, a catturare davvero lo spettatore.
Basato interamente sui dialoghi, il film stagna nelle stesse due stanze, non riuscendo a far emergere in esse le psicologie dei vari personaggi.Leeve (interpretato da un magnificoChadwick Bosemanalla sua ultima performance) è forse quello che viene reso meglio di tutta la pellicola;eppure anche lui appare un po’ sfocato, perso nel grande minestrone, o forse sarebbe meglio dire stufato, che costituisce la non trama di questa storia.
I temi portanti sono gli effetti del dominio dell’uomo bianco, il rapporto con dio e con la morte e la volontà di riscatto, che viene invariabilmente risucchiata da un mondo che non lascia agli afro-americani alcuna speranza di rivalsa.Pure Ma Rainey, con tutto il suo talento, non può che rimanere uno strumento, una voce nelle mani dell’uomo bianco, da registrare e distribuire alle masse.
Alla fine della giornata, chi non è nato bianco può solo soccombere, senza che i suoi sogni trovino mai un vero sbocco.Anche la vendetta, che sembra alimentare Leeve e tenerlo in piedi, non fa che ritorcersi contro di lui e contro i suoi fratelli.In una spirale di disperazione che non può che soffocare.
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