Altro che lento e impacciato: l’anteosauro era un agile predatore

Era toccato anche al tirannosauro: se ormai perlomeno dall’inizio degli anni 90 lo vediamo raffigurato come un predatore rapido e scattante, in posa dinamica con la coda sospesa a bilanciare il corpo piegato in avanti, per oltre un secolo esso era stato immaginato come una creatura forse anche feroce ma che camminava lentamente in posizione eretta strusciando con pesantezza il codone sul terreno dietro di sé.

Quella che pose fine al Permiano fu la più grande estinzione di massa nella storia della Terra

Adesso è la volta dell’anteosauro di essere “riabilitato”. Nonostante il nome, non si tratta però di un dinosauro ma di un dinocefalo, un rettile-mammifero che si estinse al termine del Permiano e quindi milioni di anni prima della comparsa dei dinosauri. La denominazione (che significa testa terribile) rende invece giustizia al suo aspetto: un cranio grande e di costituzione massiccia in rapporto al resto del corpo.

Ritenuto lento, pesante e impacciato nei movimenti, tanto che alcuni ricercatori ipotizzavano potesse spostarsi solo in acqua, questo simil-rettile vissuto 260 milioni di anni fa, grande come un rinoceronte moderno e con uno spesso cranio dotato di bozzi e protuberanze, era invece un abile predatore in grado di cercare, inseguire e uccidere la preda con grande efficacia. Altro che divoratore di carogne!

“Agili predatori quali il ghepardo o il famigerato velociraptor sono sempre dotati di un sistema nervoso estremamente specializzato e affinati organi sensoriali che permettono loro di individuare e cacciare le prede con efficienza. Volevamo verificare se anche l’anteosauro potesse contare su una simile dotazione.” spiega il dottor Julien Benoit dell’Istituto per gli Studi Evoluzionistici dell’Università del Witwatersrand (Wits University) di Johannesburg.

Le ossa tipicamente dense, grosse e pesanti dei dinocefali sono rinvenibili un po’ ovunque in tutto il globo

L’accurata ricostruzione in 3D del cranio dell’anteosauro ottenuta grazie alle tecniche di imaging ai raggi X ha infatti permesso ai ricercatori di concludere che il suo organo di equilibrio, ubicato nell’orecchio interno, era di maggiori dimensioni in rapporto a quello delle specie affini o dei predatori con cui era in competizione. Già questo sarebbe indizio di una rapidità di movimento superiore ai “concorrenti”, ma le analisi hanno per di più rivelato che la parte del cervello che si occupa di coordinare i movimenti degli occhi con quelli della testa era anch’essa estremamente sviluppata e si tratta di una caratteristica fondamentale nel conferire a un cacciatore la capacità di individuare e inseguire una preda.

“Il sistema nervoso dell’anteosauro era ottimizzato e specializzato per pratiche di caccia rapide e agili, contrariamente a quanto finora ritenuto” conclude il dottor Ashley Kruger del Museo di Storia Naturale di Stoccolma. E come aggiunge il dottor Benoit “Anche se l’anteosauro visse 200 milioni di anni prima del ben più celebre Tyrannosaurus rex, esso decisamente non va considerato una creatura “primitiva”: non può che essere visto come un’imponente macchina assassina preistorica”.

La ricerca “Palaeoneurology and palaeobiology of the dinocephalian therapsid Anteosaurus magnificus” è stata pubblicata sulla rivista Acta Palaeontologica Polonica.

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