Ingenuity, un pioniere in volo su Marte

1,8 chilogrammi di ambizione: così potremmo definire Ingenuity, il microelicottero in questo momento in viaggio verso Marte insieme al rover Perseverance nell’ambito della missione Mars 2020. E questo nonostante non abbia finalità scientifiche operative.

A differenza del rover, infatti, questo drone supertecnologico è una prova di fattibilità. Se la missione, separata da quella di Perseverance, avrà successo, sì tratterà del primo manufatto a effettuare un volo controllato su un altro pianeta e il terzo velivolo in assoluto dopo i due palloni-sonda rilasciati nell’atmosfera di Venere dalle sonde sovietiche Vega 1 e Vega 2 nel 1985.

Volare su Marte è un’impresa irta di difficoltà

L’atmosfera marziana ha una densità pari ad appena l’1% di quella terrestre, è estremamente rarefatta; questo implica che il drone per avere successo necessita di estrema leggerezza ed eliche molto più grandi e veloci nella rotazione (2400 giri al minuto) rispetto a quanto necessario sulla Terra.

Un’ulteriore criticità da superare durante il test è rappresentata dalle basse temperature marziane e in particolare nell’area obiettivo della missione, il cratere Jezero, dove si registrano fino a 90° sotto lo zero. Tutti i componenti, dalle innovative celle solari alle batterie, sono studiati in modo da resistere a un ambiente tanto ostile, ma Ingenuity avrà bisogno di aumentare la propria temperatura e dovrà farlo in autonomia.

Già cinque secondi di ritardo resero un’impresa controllare i Lunochod sul suolo lunare

Sarà infatti impossibile telecomandare il velivolo da terra: il segnale radio impiega circa otto minuti a compiere il tragitto di andata e ritorno nel periodo di massima vicinanza del Pianeta Rosso, un’attesa che da sempre rende necessario agire con estrema lentezza e cautela nel guidare i rover sulla superficie, figuriamoci un elicottero in volo.

Il drone dovrà quindi mostrare l’ingegno del suo nome in lingua inglese (non certo “ingenuo”, anch’esso si guardi dai falsi amici!) per portare a compimento le prove cui verrà sottoposto: innanzitutto sopravvivere al viaggio, cosa non scontata, e all’atterraggio su Marte; poi staccarsi dalla “pancia” di Perseverance ed effettuare un primo volo ricaricando le batterie per alimentare i rotori e nel contempo riscaldarsi.

Se il primo test andrà come sperato, sono previsti fino a quattro ulteriori voli in una finestra di tempo pari a un mese terrestre. Così mentre il laboratorio semovente andrà alla ricerca di tracce di vita nella foce dell’antico fiume all’interno del cratere, Ingenuity spianerà le strade dei cieli alieni in favore delle prossime missioni esplorative extraplanetarie.

Un’ultima curiosità: il nome Ingenuity era stato proposto da una studentessa americana per il rover; si è poi optato per Perseverance, ma alla NASA hanno giustamente ritenuto Ingegno rispecchiasse le idee, le ricerche e lo scopo ultimo alla base del piccolo, potenzialmente rivoluzionario elicottero marziano.

Di Corrado Festa Bianchet

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