La Storia della Filosofia Occidentale – Capitolo X: Democrito (II Parte)

Dopo aver affrontato la visione di Democrito per quanto riguarda la natura, l’origine delle cose e la necessità di comprendere la causa (più che lo scopo) dell’ambiente che circondava i filosofi del V secolo a. C., è giusto adesso concentrarsi su altri aspetti interessanti del suo pensiero.

Il rapporto tra l’anima e la conoscenza secondo Democrito

Il modello materialistico, infatti, può essere applicato per comprendere la natura dell’uomo, tanto da considerare l’anima come composta da “atomi psichici” di natura sottile, mobile e ignea.

Gli effluvi degli atomi delle cose arrivano al corpo umano ed entrano in contatto con gli atomi dell’uomo, provocando quelle sensazioni che derivano dalle emanazioni degli oggetti. Non sussiste però, nel concetto di sensazione, un contatto diretto tra le particelle dell’anima e quelle del mondo circostante; infatti, la vera realtà può essere colta solo dall’intelletto.

Sentire un profumo o il sapore di un alimento deriva dall’interazione dei nostri organi con proprietà degli atomi che non sono per loro natura “dolci”, “amari” o di qualsiasi altro genere, ma che acquisiscono questa valenza apparente solo in rapporto ai nostri sensi.

L’etica razionale e il cosmopolitismo

Per quel che riguarda l’etica, il pensiero di Democrito può essere riassunto con la denominazione di razionalismo naturale: anche se il bene più alto raggiungibile è la felicità, questa deriva in ogni caso dal senso di giustizia e dalla ragione, così come dal rispetto verso se stessi.

La morale, secondo il filosofo, non risiede negli usi e i costumi tipici della polis, ma piuttosto nell’autonomia di pensiero critico del singolo. Un modo di pensare all’etica molto simile a quello che ritroveremo in Socrate.

Inoltre, il concetto di cosmopolitismo sembra essere un punto di riferimento essenziale per raggiungere la saggezza, la quale passa per un’ideale secondo cui la patria dell’uomo è rappresentata dal mondo intero.

Democrito: l’eretico censurato da Platone e dalla Chiesa

Nel definire le ragioni alla base della civiltà e della religione, Democrito considera il timore come il motivo fondamentale che ha portato gli uomini a ricercare la sicurezza e l’utilità dell’affiliazione in comunità.

Gli esseri umani cercano, attraverso le leggi, un modo per proteggersi e resistere alla forza della natura. Un discorso che figurava ancora più calzante per ciò che riguarda la religione, nata dalla necessità di spiegare e in qualche modo controllare forze immense e difficilmente inquadrabili in un’ottica razionale.

Dopo essere successivamente passato per l’indifferenza e le critiche feroci di Platone e Aristotele, il pensiero di Democrito verrà totalmente censurato dal Cristianesimo durante il Medioevo, per poi essere (fortunatamente) rispolverato in epoca rinascimentale.

di Daniele Sasso

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