Seconda Guerra Mondiale: Roosevelt, Churchill e Stalin, dietro le quinte di un’alleanza “scomoda” (I parte)

In tempi di disperazione e di incertezza, il nemico del tuo nemico diventa tuo amico.

Durante la Seconda Guerra Mondiale gli Stati Uniti, l’Inghilterra e l’Unione Sovietica non sarebbero mai stati alleati se non avessero avuto un nemico mortale in comune: Adolf Hitler.

Gli americani infatti erano isolazionisti, gli inglesi imperialisti e, dulcis in fundo, i sovietici erano comunisti. Insomma, erano i più improbabili “compagni di stanza” politici.

Quando però la Germania rese dolorosamente chiari i suoi piani per il dominio del mondo, i leader delle “Grandi Tre” nazioni – Franklin D.Roosevelt, Winston Churchill e Joseph Stalin – capirono che l’unico modo per sconfiggere il nazismo era quello di mettere da parte, letteralmente, le loro significative differenze politiche e personali in nome della sicurezza globale.

L’unica domanda era: quanto era disposto a sacrificare ciascun leader per far funzionare quell’alleanza “scomoda” (e alquanto inquieta)?

Franklin D.Roosevelt, il pragmatico progressista

Franklin D.Roosevelt, quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale nel 1939, era sul punto di essere eletto per un terzo mandato storico come presidente popolare e progressista.

Il Congresso degli Stati Uniti e il popolo americano speravano di rimanere al di fuori della Seconda Guerra Mondiale.

L’America sentiva già di aver sacrificato più che sufficienti giovani vite nella Prima Guerra Mondiale e non voleva essere trascinata in un altro conflitto europeo imbevuto di sangue.

Dopo che la Germania invase la Polonia nel settembre del 1939, sfidando direttamente le richieste britanniche e francesi, Franklin D.Roosevelt si rifiutò di entrare nella mischia, dichiarando la neutralità degli Stati Uniti.

Anche quando i nazisti arrivatono a vapore in Belgio, Olanda e Lussemburgo, la primavera successiva, spingendo Churchill a chiedere un forte sostegno americano, Roosevelt e il Congresso si limitarono a fornire assistenza finanziaria e alcune attrezzature militari per la causa alleata, ma senza intervenire direttamente.

La relazione tra Roosevelt e Churchill fece eco ad un’alleanza molto tesa tra le più grandi democrazie occidentali. Socialmente i due uomini erano una coppia perfetta, entrambi molto socievoli e aristocratici, e con un grande talento per la conversazione.

Churchill però, un soldato e un ufficiale decorato, era un appassionato difensore dell’Impero Britannico, che controllava ancora vasti territori dall’Africa all’India fino all’Estremo Oriente.

Roosevelt, da parte sua, era molto duro e critico nei confronti di quelli che vedeva come i mali dell’Imperialismo.

Se i rapporti con Churchill erano già di per sé molto difficili, quelli con Stalin erano addirittura inesistenti.

Joseph Stalin era un dittatore comunista, che aveva purificato attivamente tutta l’opposizione politica, anche se questo aveva significato uccidere o imprigionare le persone appartenenti ai ranghi più alti del governo e dei militari sovietici.

Roosevelt però, malgrado ciò, riconobbe presto i benefici politici di una relazione positiva tra gli Stati Uniti e l’URSS, in particolare come cuscinetto contro i giapponesi.

In effetti, durante il suo primo anno come presidente americano, Roosevelt prese provvedimenti per riconoscere l’esistenza dell’Unione Sovietica e normalizzare le relazioni diplomatiche con il Cremlino.

Per tutto il 1940, e anche la maggior parte del 1941, gli Stati Uniti rimasero neutrali, anche quando i bombardieri tedeschi colpirono le città inglesi nel corso di blitz notturni contro obiettivi militari e civili.

Nello stesso periodo Hitler rinnegò il patto di non aggressione con Stalin e invase l’URSS il 22 giugno 1941, riaccendendo la guerra tra la nazione nazista e quella comunista.

La risposta di Roosevelt, in entrambi i casi, fu di estendere gli accordi di leasing a Stalin e a Churchill per armi e forniture militari costruite dagli Stati Uniti.

Il 7 dicembre 1941 però i giapponesi attaccarono Pearl Harbor, costringendo gli Stati Uniti a dichiarare guerra al Giappone.

La Germania e l’Italia, le altre due potenze dell’Asse, dichiararono guerra all’America l’11 dicembre 1941. Gli Stati Uniti, piacesse loro o no, erano entrati ufficialmente nella Seconda Guerra Mondiale.

Di Francesca Orelli

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