Le 10 proteste più significative della storia (e che hanno migliorato la nostra vita)-I parte

Le proteste negli Stati Uniti di questi giorni, scoppiate in seguito alla morte dell’afroamericano George Floyd, avvenuta a Minneapolis durante un arresto violento, e che hanno costretto i piani alti a nascondere il presidente Donald Trump in un bunker, non sono una novità.

Piaccia o non piaccia, fin da quando l’uomo ha iniziato ad avere consapevolezza dei suoi diritti e a desiderare una vita migliore, o maggiore libertà, è sempre sceso in piazza, e nelle strade, a protestare.

Le proteste politiche, sia quelle violente sia quelle pacifiche, hanno un passato molto ricco alle spalle e con vari gradi di successo che, in alcuni casi, hanno cambiato la nostra vita in meglio.

Ecco quindi le 10 proteste più significative della storia e che ci hanno permesso non solo di diventare quelli che siamo oggi, ma anche di avere più istruzione, più libertà di culto, più libertà di espressione e tante altre cose che, purtroppo, spesso diamo per scontate.

1.La Riforma Protestante (1517)

La Riforma Protestante, che causò un vero e proprio scossone alla Chiesa Cattolica del 1517, iniziò nel modo più pacifico e ordinato che si potesse immaginare: l’affissione, alle porte di una chiesa tedesca, di un trattato sugli abusi del Cattolicesimo di allora.

In effetti la Chiesa Cattolica, nel 1517, aveva perso un po’ la bussola: oltre ad essere molto ricca, chiedeva il pagamento delle indulgenze (delle specie di “lasciapassare” per avere un posto in Paradiso assicurato) e, al contrario di quello che avviene oggi, non c’era l’obbligo del celibato.

Anzi: non era raro che, i prelati, avessero diverse amanti e alcuni figli di troppo.

Tutti motivi più che sufficienti, per Martin Lutero (che sarà poi seguito da Calvino e da Zwingli), per accendere un dibattito e fondare una nuova chiesa.

Il resto è storia: alla Riforma seguì la Contro Riforma della Chiesa Cattolica, messa in atto per arginare quello che era visto come un vero e proprio pericolo (il Protestantesimo) e, purtroppo, anche veri e propri massacri di innocenti (basti pensare alla strage di san Bartolomeo, ordinata dal “cattolico” re Carlo IX contro gli ugonotti, i protestanti di Parigi) e divisioni interne di imperi e, talvolta, anche di intere regioni.

2.L’Assalto della Bastiglia (14 luglio 1789)

L’Assalto alla Bastiglia diede non solo il via alla Rivoluzione Francese, ma contribuì anche a fare piazza pulita dei privilegi dei nobili, che a quel tempo (soprattutto a Versailles) spendevano e spandevano a più non posso per lussi ed eccessi di ogni genere, mentre il popolo francese moriva di fame.

Quel giorno una folla di parigini inferociti, uomini e donne, discese come uno stormo sulla Bastiglia (considerata a lungo un simbolo del potere reale) e, dopo aver decapitato il suo governatore, raggiunse la prigione.

3.Marcia del Sale di Gandhi (5 aprile 1930)

Una delle proteste più spettacolare che il Mahatma Gandhi, leader della lotta non violenta in India, organizzò per protestare contro i soprusi dell’Inghilterra (nel 1930 l’India era ancora una colonia britannica) verso gli indiani.

Gandhi, per esprimere il suo dissenso verso la nuova tassazione inglese sul sale, intraprese un viaggio di 23 giorni, e 240 miglia, verso la costa dell’India per raccogliere il suo sale.

Un atto che, allora, era illegale ai sensi delle Leggi della Corona Inglese.

Più di 60mila persone, incluso lo stesso Gandhi, vennero incarcerate per aver partecipato alla Marcia del Sale, ma questa protesta pacifica ottenne un risultato importante: il mondo, di punto in bianco e a pochi anni dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, iniziò a simpatizzare per gli interessi indiani e non più per quelli britannici.

Un fatto che, qualche anno più tardi, avrebbe messo la parola fine all’impero colonialista inglese in India. E fatto dare il benvenuto, agli indiani, all’indipendenza dell’India.

4.Boston Tea Party (16 dicembre 1773)

Nonostante il suo nome piuttosto caratteristico, questa protesta del 1773 fu un’altra (prima anche di quella indiana) reazione amara alle dure nuove leggi fiscali britanniche.

Il 16 dicembre 1773, nel corso di tre ore, più di 100 coloni americani salirono a bordo di tre navi britanniche, che erano appena giunte in porto, e buttarono in acqua più di 45 tonnellate di tè.

La protesta, poco ortodossa, fu un evento chiave della Rivoluzione Americana.

5.Festa della Libertà Nazionale in Sudafrica (26 giugno 1950)

Il partito ANC di Nelson Mandela organizzò questo sciopero anti-Apartheid nel 1950 come ritorsione ad un nuovo disegno di legge che, effettivamente, consentiva al governo (bianco) di indagare su qualsiasi partito e organizzazione politica.

Il 26 giugno 1950 centinaia di migliaia di sudafricani partecipano allo Stay at Home, una tattica che verrà poi utilizzata più volte nel decennio successivo (sempre il 26 giugno) come protesta non violenta per fermare temporaneamente tutte le attività lavorative, protestare contro l’Apartheid e contro i tentativi di reprimere (ancora di più) la libertà.

Il 26 giugno è stato celebrato come Festa della Libertà Nazionale fino al 1994, anno in cui finì l’Apartheid.

Di Francesca Orelli

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