Le teorie della comunicazione ironica (II parte) – La teoria della menzione ecoica

Diversi teorici si sono interrogati su quale sia il nucleo pulsante di una battuta ben strutturata. Un punto di incontro con il celebre modello ipotizzato da Giora è rintracciabile nella Echoic mention theory di Sperber e Wilson.

Secondo i due autori il punto saliente diventa il fatto che un significato, piuttosto che per veicolare un proprio pensiero, venga invece utilizzato come oggetto di derisione e disapprovazione nei confronti di qualcuno o qualcosa.

Le 4 caratteristiche tipiche della produzione ironica

Sperber e Wilson ritengono che nel linguaggio naturale i significati vengano menzionati in maniera implicita e fortemente legata al contesto. Di conseguenza vengono elencate le quattro caratteristiche tipiche della produzione ironica:

1. L’ironia è una menzione di significati

2. I significati menzionati sono impliciti

3. Questa menzione veicola un atteggiamento critico verso quegli stessi significati

4. I significati rievocati fanno eco a significati che appartengono al patrimonio comune di chi partecipa alla conversazione.

Quindi il soggetto che utilizza l’ironia, piuttosto che utilizzare un’espressione, la menziona, facendo eco al significato letterale di un’altra precedentemente pronunciata, con l’intenzione di esprimere un atteggiamento critico rispetto a quel significato o quell’espressione che sta rievocando.

L’esperimento sulla menzione ecoica

Queste speculazioni teoriche saranno sicuramente più comprensibili attraverso un esperimento di Jorgensen del 1984. Lo psicolinguista ha provato a verificare come il significato letterale di una affermazione ironica potesse coincidere con un elemento volutamente richiamato, e quindi prevedere il riconoscimento di un’affermazione scherzosa.

Due storie venivano redatte in una versione ecoica e non ecoica: una situazione che prevedeva un dialogo tra due personaggi e che si concludeva con un’affermazione che, nella versione ecoica, rievocasse una frase precedentemente pronunciata:

I – versione non ecoica:

La festa si teneva dai Clak, ma Joe non sapeva dove Mr Clak vivesse. “È su Lee Street” gli aveva detto Irma “Non puoi dimenticartelo” Ma Joe se lo dimenticò. Mai avrebbe trovato la casa se Ken non lo avesse visto sulla strada e lo avesse condotto all’appartamento dei Clak. Essi vivevano sopra un negozio e la porta del loro appartamento era giusto sulla strada. Irma era già lì, quando arrivarono. “Sei in ritardo” disse Irma a Joe. “I Clak hanno uno splendido giardino” rispose Joe.

II – versione ecoica

La festa si teneva dai Clak, ma Joe non sapeva dove Mr Clak vivesse. “È su Lee Street” gli aveva detto Irma “È la casa con un grande acero nel giardino. Non puoi dimenticartelo” Ma Joe se lo dimenticò. Mai avrebbe trovato la casa se Ken non lo avesse visto sulla strada e lo avesse condotto all’appartamento dei Clak. Essi vivevano sopra un negozio e la porta del loro appartamento era giusto sulla strada. Irma era già lì, quando arrivarono. “Sei in ritardo” disse Irma a Joe. “I Clak hanno uno splendido giardino” rispose Joe.

I risultati dell’esperimento hanno mostrato come la frase conclusiva nella versione non ecoica venisse solo raramente considerata come ironica, mentre la stessa frase nella versione ecoica apparisse divertente.

Un’affermazione non normativa viene quindi riconosciuta come ironica quando fa eco ad uno stesso concetto che era stato utilizzato in precedenza, avvalorando la validità della menzione ecoica come base del funzionamento ironico.

di Daniele Sasso

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