Covid-19: la NASA progetta e costruisce un ventilatore d’emergenza e rilascia i progetti sotto licenza libera

La crisi determinata dalla pandemia da Covid-19 ha avuto serie conseguenze sulla disponibilità di attrezzature specifiche destinate al trattamento dei pazienti affetti da problemi respiratori; i dispositivi necessari hanno cominciato, in toto o in loro singole componenti, a scarseggiare e le strutture ospedaliere hanno spesso dovuto far ricorso a soluzioni d’emergenza, come nel caso, balzato agli onori delle cronache, delle valvole per ventilatori autocostruite tramite stampa 3D da una piccola azienda del bergamasco.

Dalla progettazione di veicoli spaziali alla lotta al Covid-19

Ma anche colossi tecnologici come la NASA stanno dando il loro contributo. Sempre riguardo i ventilatori, il Jet Propulsion Laboratory ha sviluppato a tempo di record (37 giorni) un dispositivo che potrebbe aiutare gli ospedali di tutto il mondo in questo momento di difficoltà.

I tecnici e gli ingegneri del JPL si occupano abitualmente di tutt’altro ma, come ha sottolineato il direttore Michael Watkins, essi vantano una grande preparazione nel progettare e realizzare prototipi in grado di superare i più rigorosi test di laboratorio.

Una volta capito di cosa ci fosse bisogno, e subito, i ricercatori hanno messo a punto un ventilatore di quelli usati per i pazienti che necessitano di essere intubati (a differenza di altri progetti come la conversione delle maschere da sub).

Un apparecchio portatile, scalabile, con un ridotto numero di componenti

La differenza sostanziale con le apparecchiature stabilmente in uso negli ospedali è che si tratta di un dispositivo dal design intelligente, molto più semplice da costruire ed eventualmente modificare per adattarlo sul campo a ogni esigenza specifica, usando materiali e componenti più facili da trovare attraverso diversi fornitori. Anche la manutenzione è semplificata e necessaria solo dopo venti giorni di utilizzo continuo.

Il dispositivo si chiama VITAL (Ventilator Intervention Technology Accessible Locally) ed è pensato non per sostituire i ventilatori solitamente in uso in un ospedale, destinati a durare anni ed essere utili per un’ampia gamma di problemi medici ma per essere d’ausilio in maniera specifica nel trattamento dei pazienti affetti da Covid-19 e destinato a un uso non superiore ai tre o quattro mesi, per tutti i pazienti che necessitano di ventilazione forzata con la sola esclusione di quelli in condizioni critiche.

Manca solo l’approvazione della FDA, ma è questione di giorni

Il dispositivo ha brillantemente superato tutti i test di simulazione cui è stato sottoposto presso la Icahn School of Medicine di New York ed è ora in attesa dell’approvazione da parte della Food and Drugs Administration (FDA), che, come i corrispettivi enti europei, dovrebbe rilasciarla per l’utilizzo in condizioni d’emergenza in giorni, invece degli anni richiesti dalla normale procedura.

La NASA ha rilasciato i progetti di VITAL sotto un licenza libera ed è in contatto con aziende in grado di iniziare la produzione.

Di Corrado Festa Bianchet

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