La Storia della Filosofia Occidentale – Capitolo I: Talete da Mileto

Talete da Mileto è stato il fondatore della scuola ionica di Mileto. La sua acmé, cioè il suo momento di maggior splendore, è rintracciabile intorno all’anno 585 a.C.. Visse quindi la fine del VII secolo e la prima metà del VI.

Talete fu, oltre che filosofo, politico, astronomo, matematico e fisico. Come uomo politico, Erodoto ci racconta che spinse i Greci della Ionia a unirsi in uno stato federativo con capitale Teo. Come astronomo predisse invece l’eclissi solare del 28 maggio 585 a.C..

Scoprì le proprietà dei magneti, e a lui si devono diversi teoremi della geometria. Divise inoltre l’anno in 365 giorni e fu il primo a individuare l’Orsa Maggiore.

La fama secondo la quale sarebbe stato continuamente assorto nella speculazione è testimoniata da Platone, secondo cui egli, osservando il cielo, cadde in un pozzo, facendo sbellicare una serva che passava da quelle parti.

Aristotele invece ci narra di come Talete, prevedendo un abbondante raccolto di olive, affittò precauzionalmente tutti i frantoi della regione per poi subaffittarli ad un prezzo molto più alto agli stessi proprietari. Questo racconto dimostrerebbe come la scienza possa essere usata per arricchirsi, nonostante gli scienziati non se ne servissero per scopi di lucro.

Le nozioni che possediamo su Talete sono tutte appartenenti ad epoche successive, poiché questi non aveva lasciato scritti. Sempre Aristotele, ci informa quindi sulla sua dottrina:

“Talete dice che il principio è l’acqua, perciò anche sosteneva che la terra sta sopra l’acqua; prendeva forse argomento dal vedere che il nutrimento d’ogni cosa è umido e persino il caldo si genera e vive nell’umido; ora ciò da cui tutto si genera è il principio di tutto. Perciò si appigliò a tale congettura, ed anche perché i semi di tutte le cose hanno una natura umida e l’acqua è nelle cose umide il principio della loro natura” (Metafisica, Aristotele)

I primi filosofi, infatti, si erano concentrati soprattutto sul problema della realtà primaria. L’osservazione della natura porta gli ionici a concepire il mondo che si trovano davanti come una realtà unica ed eterna, di cui ciò che esiste è una passeggera manifestazione.

L’archè (il principio) è, in tal senso, la materia da cui tutte le cose derivano e la legge che ne giustifica la nascita come la morte.

Per Talete l’archè è l’acqua, che starebbe alla base di tutte le cose. Aristotele ci ricorda come anche nell’Odissea, Omero canti di Oceano e Teti, principi generali della creazione. L’acqua sta sotto la terra, e la sostiene.

Un’altra affermazione riportata di Talete è quella secondo la quale “tutto è pieno di dei”. L’allusione starebbe alla base di una visione panteistica (tutto è Dio) e ilozistica (la materia primordiale è fornita di una forza intrinseca che le permette di muoversi) derivata proprio dalla ricerca di un principio che genera e spiega le realtà molteplici e in divenire del mondo.

di Daniele Sasso

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