La passione per i film di zombi potrebbe aiutare il cervello ad affrontare la pandemia?

Anni passati a guardare film horror potrebbero aver fornito un’arma in più ai cinefili per affrontare la pandemia. Secondo una nuova ricerca della Penn State i film di zombi e, in generale, l’intrattenimento con storie distopiche, avrebbero infatti favorito i cultori di questo genere di pellicole in un momento tanto particolare per tutti noi.

Da sempre, infatti, storie inerenti a scenari post-apocalittici hanno fatto la fortuna di autori, e in seguito registi ed attori, regalando un brivido nella monotonia di una vita più o meno prevedibile. In pochi avrebbero però immaginato che nel 2020 un virus avrebbe davvero travolto il mondo; nessuno zombi (almeno per ora), ma una crisi mondiale con milioni di morti che ha di certo assottigliato la differenza tra un film apocalittico e la nostra solita realtà.

Il piacere per gli horror come protezione per il cervello

Secondo John Johnson, professore e ricercatore a capo del progetto, sarebbe proprio il godimento nella visione di particolari scenari, per gli amanti di film horror, a diventare una sorta di “protezione a livello mentale” dal COVID-19.

“Con i miei colleghi volevamo identificare quei fattori che hanno contribuito alla preparazione psicologica e alla resilienza delle persone di fronte alla pandemia. Dopo aver preso in considerazione le influenze della personalità, che in realtà erano piuttosto forti, abbiamo scoperto che più film su zombi, invasioni aliene e pandemie apocalittiche le persone avevano visto prima di COVID-19, meglio questi avevano affrontato l’attuale pandemia. Questi tipi di film servono apparentemente come prove mentali per eventi reali. Per me, questo implica un messaggio ancora più importante sulle storie in generale, sia nei libri, nei film o nelle commedie. Le storie non sono solo intrattenimento, ma preparazione alla vita “.

I ricercatori, per indagare questo genere di predisposizione, hanno progettato un sondaggio che in seguito è stato somministrato a 310 soggetti. I tredici elementi che componevano l’indagine avevano lo scopo di valutare le capacità di resilienza dei partecipanti. Una serie di sei domande, nello specifico, era inerente alla capacità di preparazione davanti ad una pandemia.

I soggetti indicavano, inoltre, le loro preferenze per diversi generi di film e serie tv che comprendevano horror, zombie, thriller psicologico, soprannaturale, apocalittico/post-apocalittico, fantascienza, invasione aliena, crimine, commedia e romanticismo.

Un’idea in cerca di conferme

I risultati ottenuti hanno mostrato quindi come, effettivamente, i soggetti più resilienti e quindi capaci di resistere davanti alle avversità derivate dalla pandemia in corso fossero gli amanti di generi che in qualche modo “simulavano” una situazione simile a quella di una pandemia globale.

In ogni caso, è giusto sottolineare che la ricerca in questione può essere considerata come un buono spunto sulle capacità da parte di opere audiovisive di influenzare il modo di percepire ed affrontare il proprio ambiente, ma ulteriori approfondimenti e metodi che utilizzino anche indici oggettivi saranno necessari per comprendere meglio questo genere di interazione.

fonti:

Pandemic practice: Horror fans and morbidly curious individuals are more psychologically resilient during the COVID-19 pandemic” by John Johnson et al. Personality and Individual Differences

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