I ghiacci rappresentanoun forziere ricco di informazionisul clima e sulla vita della Terra del passato: grazie aicarotaggi nelle calotte polariè possibile risalire fino a800.000 anni fae prossimamente si potrebbe più che raddoppiare questo limite. Anche ighiacciai alpinisono preziosi per questo tipo di ricerca, soprattutto in relazione alle ultime decine di migliaia di anni e alla presenza umana.
Il ghiacciaio diColle Gnifettiè ubicato fra Italia e Svizzera a4450 metri sul livello del mare; ciò gli permette di evitare il fenomeno dello scioglimento (fusione) di quelli a quote più basse che porterebbe a un rimescolio delle informazioni preservate, come strati geologici che si confondessero fra di loro rendendo vani gli studi che ricercano una precisa cronologia su cui fare affidamento.
È fondamentale poter contestualizzare storicamente i microfossili
Il nuovo studio internazionale, pubblicato sullaGeophysical Research Letters, si basa su due carote di ghiaccio lunghe rispettivamente75 e 82 metrial cui interno sono state cercate tracce dimicrofossilie diisotopi di ossigeno; è la prima volta in Europa, studi analoghi erano già stati effettuati in Sudamerica, Asia centrale e Groenlandia, ma il Vecchio Continente presenta un vantaggio rispetto ad altri siti, ovveroun’ampia documentazione storicasugli eventi verificatisi in epoca storica: eruzioni vulcaniche, alluvioni, siccità, carestie, descrizione di cambiamenti climatici come la Piccola Era Glaciale o di attività umane.
È infatti fondamentale poteresaminare in parallelo le due fonti, quella storica e quella paleobiologica e geologica, in modo da poter abbinare la causa all’effetto e determinarne la portata. I risultati mostrano per esempio, tramite ipollini, prove dell’influenza dispecie invasiveportate da fuori dell’Europa sull’ambiente locale nel corso degli ultimi cent’anni, ma le sorprese più grandi riguardanol’apparire dell’inquinamento atmosferico da fonti fossili prima di quanto finora ipotizzato.
I ghiacciai alpini preservano informazioni provenienti da tutto il continente e dal Nordafrica
I ricercatori hanno infatti trovatoprove della combustione di carbonenel Regno Unito risalenti intorno all’anno 1780anziché alla metà del 1800 (settant’anni più tardi), in corrispondenza dell’inizio dell’era industriale, com’era invece atteso. Questo genere di consapevolezza può implicare significati di grande importanza in sede dicreazione dei modelli relativi al cambiamento climatico globale.
L’analisi comparata di eventi noti scritti su carta con le testimonianze registrate nei ghiacci, dalle crisi sociali conseguenti i cambiamenti climatici, gli incendi che hanno devastato le foreste o le epidemie ai cambiamenti nelle tecniche agricole con l’introduzione di colture più resilienti, può offrire unarelazione causa-effettoe una panoramica cronologicamente precisa delle conseguenze della storia umana, in particolare la storia dell’industrializzazione, sull’ambiente in cui viviamo, in modo più efficace rispetto a metodi convenzionali applicati finora.
Ulteriori risultati arriveranno in futuro sia in relazione all’approfondimento degli studi sulle due carote di ghiaccio già estratte che grazie allanuova campagna di scavi iniziata nel maggio 2021sempre nello stesso sito sulMonte Rosasotto l’egida delCNR.
Per approfondimenti:“Alpine Glacier Reveals Ecosystem Impacts of Europe’s Prosperity and Peril Over the Last Millennium“,Geophysical Research Letters(2021).






