Il duello fra d’Annunzio e Scarfoglio

In una giornata novembrina della Roma dell’Ottocento, fuori Porta Pia, un gruppo di gentiluomini prende parte a un evento che continuerà a farà parlare anche dopo più di 150 anni: il duello fra d’Annunzio e Scarfoglio.

Gabriele d’Annunzio non ha certo bisogno di presentazioni: come non ricordare le imprese militari che lo contraddistinsero durante la Prima guerra mondiale? Non meno incisiva fu la sua produzione letteraria nella quale “Il Piacere” è il titolo più popolare.

A differenza di altri autori, d’Annunzio riuscì sempre a tessere legami con personalità di spicco della sua epoca, scrittori e non, fra i quali ci fu la scrittrice Matilde Serao: l’amicizia fra d’Annunzio  e Serao fu solida e duratura, tanto da resistere al duello fra d’Annunzio e Scarfoglio.

Il duello fra d’Annunzio e Scarfoglio: i motivi

Ma procediamo con ordine: nel 1885 vennero celebrate le nozze fra lo scrittore Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao, e Gabriele d’Annunzio provvide a stenderne la cronaca mondana, pubblicata su un quotidiano romano.

Questo è sicuramente sintomo della profonda amicizia fra d’Annunzio e Serao che, tuttavia, venne minata l’anno successivo. Nel 1886, infatti, il quotidiano romano “Il Corriere di Roma” annunciò che avrebbe offerto ai propri abbonati un nuovo romanzo di d’Annunzio.

Annuncio che venne vissuto come tradimento dalla coppia Serao – Scarfoglio che aveva appena fondato un quotidiano che stentava a decollare per l’alta concorrenza nel settore. I coniugi Scarfoglio decisero di reagire alla provocazione.

E così pubblicarono sul proprio quotidiano delle parodie del romanzo di d’Annunzio che si era aggiudicato “Il Corriere di Roma”. Gabriele d’Annunzio non rimase con le mani in mano e pubblicò un attacco a Scarfoglio.

L’amicizia fra d’Annunzio e Serao più forte del duello

Ormai non c’erano più margini di trattativa: Edoardo Scarfoglio, attaccato, dovette rispondere con una sfida a duello contro d’Annunzio, sfida che sappiamo si tenne il 23 novembre 1886 nei pressi di Porta Pia.

L’esito arrise Scarfoglio: d’Annunzio venne sconfitto al terzo assalto. Tuttavia, il duello non riuscì a porre fine all’amicizia che legava i tre intellettuali. Tempo pochi anni e la vita, letteraria e non, di d’Annunzio e dei coniugi Scarfoglio si intreccia ancora.

È il 1891 e siamo a Napoli: Matilde ed Edoardo che hanno fondato un nuovo quotidiano, il Corriere di Napoli, danno fiducia all’amico d’Annunzio e procedono alla stampa de “L’innocente”, rifiutato dall’editore Treves per contenuti ritenuti troppo audaci.

D’Annunzio apprezza il gesto e l’anno successivo, nel 1892, dedica proprio all’amica Matilde Serao il suo ultimo romanzo, “Giovanni Episcopo”, seppellendo definitivamente i rancori e i dissapori che non furono in grado di far naufragare una bella amicizia.

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