Scoperti pollini nello stomaco di una mosca vissuta 50 milioni di anni fa

Non era un dinosauro né un mastodonte come il mammut, ma i resti del pasto rinvenuti nello stomaco di una mosca vissuta 47,5 milioni di anni fa potrebbero fornirci importanti indicazioni sul clima e l’ambiente dell’epoca, con ripercussioni anche sulla conoscenza del funzionamento dell’ecosistema che regola il mondo di oggi.

Il Pozzo di Messel, uno dei più importanti giacimenti di fossili in Europa

Situato nella località da cui prende il nome, 35 chilometri a sud di Francoforte sul Meno (Germania), è dal 1995 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO proprio per questa sua peculiarità. La formazione geologica dell’ex miniera risale appunto a circa 50 milioni di anni fa, durante l’Eocene (da 33,9 a 55,8 milioni di anni fa).

Mentre è universalmente noto il ruolo di api, bombi e farfalle nel fondamentale processo di impollinazione delle piante, spesso si ignora anche le mosche ricoprano un ruolo importante in tale attività e quest’ultimo studio indica il polline come una delle fonti di cibo dei ditteri (il grande ordine che include mosche, moscerini e zanzare ma che comprende oltre 100.000 specie conosciute) già 50 milioni di anni fa, spiega Sonja Wedmann, ricercatrice presso il Forschungsinstitut Senckenberg (Istituto di Ricerca Senckenberg), che gestisce il Museo di Storia Naturale di Francoforte.

La dottoressa e i suoi colleghi hanno analizzato il contenuto dello stomaco dell’antica mosca, battezzata Hirmoneura messelense, trovandovi granuli di polline appartenenti ad almeno quattro diverse specie di piante: Lythraceae, Vitaceae, Sapotaceae e Oleaceae.

La Germania si trovava durante l’Eocene dieci gradi più a sud, soggetta a un clima assai più caldo

Si tratta, continua Wedmann, della prima indicazione che le mosche della famiglia delle Nemestrinidae si nutrivano, e probabilmente lo fanno tutt’oggi, di polline.
Questo esempio di cibo fossile è estremamente raro e permette ai ricercatori di estrapolare in via deduttiva lo stile di vita e le abitudini alimentari degli animali nonché le condizioni ambientali in cui vivevano all’epoca.

L’elevata quantità di polline derivato da piante appartenenti al genus Parthenocissus conduce all’ipotesi le Hirmoneura messelense si nutrissero su piante che prosperavano lungo i margini delle foreste che si affacciavano sul Lago Messel (da tempo prosciugato).

“Sicuramente le mosche non si impegnavano in voli sulla lunga distanza per raggiungere il cibo, al fine di risparmiare energie. Ne traiamo la conseguenza che le piante contenenti il polline si trovassero entro un’area relativamente ristretta. Riteniamo le mosche ricoprissero un ruolo importante nel trasporto di polline, favorendo la diffusione di svariate famiglie di piante.
È possibile che le mosche fossero, a ancora siano, più importanti delle api stesse per l’impollinazione delle piante tropicali.” conclude la dottoressa Wedmann.

Lo studio “The last meal of an Eocene pollen-feeding fly” è apparso su Current Biology, 10 marzo 2021.

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