Veicolo spaziale dedicato alla matematica Katherine Johnson

Il nome di Katherine Johnson ha raggiunto la popolarità oltre il mondo della ricerca scientifica in anni recenti, con l’uscita del film Il Diritto di Contare (Hidden Figures è il significativo titolo originale).

Al cinema, fra verità e drammatizzazione

La pellicola si basa sul romanzo di Margot Lee Shetterly che in realtà non narra con assoluta fedeltà le vicende delle protagoniste, tre donne afroamericane (Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson), che negli anni delle lotte per affermare i diritti degli afroamericani negli Stati Uniti diedero un contributo decisivo nello sviluppo dell’astronautica del proprio Paese in serrata competizione con l’Unione Sovietica nella corsa allo spazio.

L’autrice voleva infatti riassumere in pochi personaggi il difficile percorso quotidiano di almeno un centinaio di individui che lavoravano in quel settore; non risponde quindi a realtà il problema di Katherine di dover fare diversi chilometri a piedi per poter utilizzare un bagno, che però aveva effettivamente colpito altri collaboratori.

Viene invece riportata come autentica la richiesta esplicita di John Glenn, il terzo americano nello spazio e il primo a immettersi in orbita intorno alla Terra, di avere la conferma dei calcoli per il rientro sulla Terra da parte di Katherine, “Quella sveglia”, come narrato nel film.
Ma la storia nel suo insieme rispecchia la realtà di quei tempi e quegli ambiti e rende giustizia al contributo decisivo di tante persone rimaste a lungo figure nascoste delle imprese spaziali americane.

Matematica, fisica e informatica: Katherine Johnson è coautrice di 26 pubblicazioni scientifiche

Katherine ricevette in verità numerosi riconoscimenti per il proprio lavoro a partire dalla fine degli anni 60 in ambito scientifico, fino alla Medaglia Presidenziale della Libertà conferitale da Barack Obama nel 2015 e la dedica del nuovo impianto presso il Langley Research Center (anch’esso scenario del film), il Katherine G. Johnson Computational Research.

Katherine Johnson ci ha lasciati il 24 febbraio 2020 all’età di 101 anni, e oggi Northrop Grumman ha deciso di dare il suo nome alla navetta cargo Cygnus NG-15 che il 20 febbraio partirà in cima a un razzo Atlas dalla base di lancio di Wallops alla volta della Stazione Spaziale Internazionale con a bordo 3720 chilogrammi di esperimenti scientifici, rifornimenti e aggiornamenti per la base orbitante, a cui rimarrà attraccata per due mesi; dopo il distacco, rilascerà in orbita una serie di CubeSat per poi incenerirsi a causa dell’attrito con l’atmosfera durante il rientro.

Katherine Johnson segue in questa tradizione della Northrop Grumman una serie di nomi di assoluto prestigio come gli astronauti Gene Cernan, Roger Chaffee e lo stesso John Glenn, nonché Robert Lawrence, il primo afroamericano a essere selezionato come astronauta dalla NASA e purtroppo scomparso in un incidente aereo a soli 32 anni, e Kalpana Chawla, prima astronauta nata in India e vittima del tragico incidente che portò alla distruzione dello Shuttle Columbia nel 2003.

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