I Maya usavano efficaci filtri per purificare l’acqua già 2000 anni fa

Piramide di Tikal

Nell’ambito di una ricerca di più ampio respiro su come i popoli antichi deviavano, conservavano e raccoglievano l’acqua, studiosi dell’Università di Cincinnati hanno scoperto presso ilbacino idrico di Corriental, che serviva la città diTikal, l’utilizzo da parte dei Maya di efficacisistemi di filtraggiobasati su rocce appositamente portate in loco da chilometri di distanza.

I ricercatori hanno infatti stabilito cheil quarzo e la zeoliteusati per il filtraggio furono prelevati presso un bacino, stavolta sedimentario e di origine vulcanica, ubicato a29 chilometria nordest della città chiamatoBajo de Azúcar. La zeolite a Tikal è presente in via esclusiva nella riserva di Corriental, era quindi utilizzata consapevolmente per questa funzione specifica.

Una roccia porosa, filtro naturale

Lazeoliteè un minerale, un silicato, caratterizzato dauna struttura cristallina aperta costituita di canali interconnessi. Un filtro realizzato con questo materiale è in grado dirimuovere microbi, metalli pesanti, composti ricchi di azoto e altre tossinedall’acqua che vi fluisce, e sarebbe un sistema efficace ancor oggi. In effetti questa tipologia di filtri è entrata in uso in Europa solo in tempi relativamente recenti, mentre i Maya la scoprirono duemila anni fa.

Durante i suoi studi di lungo periodo, il professore di geografia Nicholas Dunning (uno degli autori della ricerca) aveva individuato in Guatemala quello che sembrava un deposito di quarzo e zeolite:l’acqua fuoriusciva agevolmente dalle rocce, tanto che i lavoratori locali riempivano bottiglie con un’acqua localmente nota per essereparticolarmente pura e dolce.

I campioni raccolti da Dunning sono stati analizzati presso l’Università di Cincinnati e in effetti risultano estremamente simili a quelli rinvenuti nel bacino di Corriental.
Probabilmente gli antichi Maya si basarono su un’analogaosservazione empiricae compresero le qualità di quel tipo di minerale, tanto da ritenere valesse la pena trasportarlo per decine di chilometri.

Tikal contava su diversi bacini idrici, ma solo le acque di Corriental erano purificate

Città Maya come Tikal erano costruite suterreni calcarei porosiche rendevano tutt’altro che semplice la conservazione di scorte d’acqua; un sistema per purificare efficacemente quella disponibile era pertanto vitale e si ritiene abbiaprotetto la popolazione da malattie e infezionidi cui sarebbe stata vittima se avesse dovuto far uso di acqua non trattata.

Un’altra ricerca recente, sempre a opera dell’Università di Cincinnati, illustrava come la città di Tikal fosse stataabbandonata a seguito dei livelli di inquinamento da mercurioche resero imbevibili alcune riserve d’acqua, dovuto all’utilizzo di un pigmento, ilcinabro, per l’intonacatura delle pareti e nei sepolcri.
Ma proprio la riserva diCorriental, dotata invece del sistema di filtraggio,non presenta tracce di questo contaminante nelle sue acque.

Lo studio, frutto di ricerche multidisciplinari (antropologia, geografia, biologia) è stato pubblicato sulla rivistaScientific Reportil 20 ottobre 2020.

Di Corrado Festa Bianchet

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