Una tastiera stampata su carta, priva di batterie e a bassissimo costo

Una tastiera di carta impermeabile che può essere ripiegata e riposta nel taschino e per di più non necessita di alimentazione. Un nuovo processo di stampa lo ha reso possibile.

I ricercatori hanno sviluppato un materiale che funge da copertura per il foglio di carta rendendolo refrattario all’acqua ma anche alla polvere e consente inoltre di stampare diversi strati di circuiti elettrici, senza sbavature o degradazioni.

Dal lato opposto del foglio è poi possibile stampare tramite normale inchiostro la tastiera in corrispondenza dei circuiti sottostanti. Naturalmente non vi è alcun limite nel design del layout (la “mappa” della tastiera): alfanumerica, un tastierino numerico, semplici tasti per il controllo del volume, tutto è possibile.

Il circuito è quello che si definisce un nanogeneratore triboelettrico (TENG, l’acronimo in lingua inglese)

Il generatore è composto di nanofibre che dopo un trattamento chimico assumono la capacità di generare una corrente elettrica quando entrano in contatto con fibre normali; una leggera pressione sul foglio stampato è sufficiente.

Questa tecnologia è in realtà già alla base della produzione di energia tramite una semplice camminata su un pavimento (sperimentazioni sono in corso in luoghi tipicamente affollati come discoteche o stazioni ferroviarie) o nei dispositivi touch incorporati nei vestiti.

Una tecnologia davvero verde, riciclabile e a basso costo

Un altro particolare interessante è che queste nanofibre possono essere realizzate tramite pasta di legno ricavata dagli scarti di produzione. Tutti questi vantaggi si applicano anche alla tastiera di carta, che può comunicare con qualsiasi dispositivo in modalità wireless grazie a una connessione Bluetooth.

Il costo è irrisorio, meno di 25 centesimi di dollaro, e i possibili utilizzi svariati e in grado di sostituire strumenti più costosi e la cui produzione è meno sostenibile dal punto di vista ambientale: da quelle situazioni in cui le tastiere servono solo provvisoriamente, al packaging, dove sarà utile per esempio durante la consegna al destinatario di una spedizione oppure per facilitare la verifica delle condizioni del cibo stoccato, nel settore alimentare.

La ricerca è stata pubblicata da ricercatori della Purdue University (Stati Uniti) su Nano Energy

Di Corrado Festa Bianchet

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