LaCorea del Sudpuò essere considerata come uno dei paesi con il più costante e marcatoprogresso tecnologico. Al di là dei grattaceli e del sempre maggiore impiego di nuove tecnologie e robot, si celano ambienti poveri nei quali necessità fa virtù, ela comodità degli ampi spazi lascia il posto alla pura necessità di sopravvivere.
A tal proposito, il filmParasitedel 2019 ha contribuito nel far conoscere all’Occidente le differenze abissali createsi trale classi sociali più agiate e le famiglie che vivono in povertà, costrette ad arrangiarsi in qualsiasi modo possibile.
Cos’è un Goshiwon
UnGoshiwon, chiamato ancheGoshitel, è un alloggio piccolo ed economico che può arrivare a misurare anche4 m². Queste stanze minuscole, ammassate all’interno di alcuni edifici, sono l’ideale per chiha poco da chiedere e molto da risparmiare, dal momento che prevedono pochissime spese.
Similmente ad un appartamento tipico, queste stanze abitabilisono spesso comprese di arredo(tv via cavo, un piccolo frigorifero, letto, scrivania e bagno), mentre in altri casi spetta al futuro abitante portare i pochissimi mobili con cui “arricchire” la propria casa. Inoltre,solo alcuni dei Goshiwon dispongono di una doccia privata.
I vantaggi di vivere in un Goshiwon di 4 m²
Al di là delle dimensioni, iGoshiwonpresentano alcuni vantaggi.Oltre all’assenza di un deposito e ai bassissimi costi(parliamo di una spesa tra i 200.000 e i 600.000 won, ovverotra i 150 e i 400 eurocirca), è giusto sottolineare che l’inquilino nella maggior parte dei casi non è tenuto apagare acqua ed elettricità.
Inoltre, questi mini appartamenti sonomolto vicini alle fermate della metro o dell’autobus, e gli affittuari mettono a disposizione gratuitamente alimenti comeriso, noodles e uova.
Il progetto di Sim Kyu-dong e la depressione del Goshiwon
Il fotografo coreanoSim Kyu-dongha cercato di mostrare attraverso le immaginiil disagio e la povertà degli abitanti di Seoulcostretti a vivere in questa particolare condizione.
Le foto portate all’attenzione del mondo mostranoun’esperienza di 5 annidurante la quale le storie non solo di abitanti ridotti in povertà, ma anche di studenti di passaggio nella capitale appaiono“inscatolate” in spazi angusti,dovepiccoli fornellini adagiati sui propri lettipermettono agli inquilini ritratti di andare avantiaspettando un futuro migliore.
I residenti che vivono in queste abitazioni minuscole spesso sviluppanoforme di depressione più o meno gravi.Lo stessoSim Kyu-dongha dichiarato di aver sofferto di sintomi depressivi durante il suo lungo soggiorno neiGoshiwon, le quali permettono di soddisfare lenecessità basilariper ogni essere umano, ma portano anche adegli evidenti discomfort dal punto di vista mentale.
di Daniele Sasso
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