Brisbane: nel XIX secolo uno dei suoi quartieri ospitava una “Chinatown” australiana

Gli scavi archeologici effettuati a Brisbane, in Australia, hanno rivelato una serie di manufatti provenienti da un vivace quartiere cinese del XIX secolo, noto come Frog’s Hollow.

Il lavoro archeologico si è svolto nell’ambito del progetto Cross River Rail, che ha l’obiettivo di espandere le linee ferroviarie della città.

I reperti ritrovati sono 200 e includono ceramiche, tabacco, pipe per fumare l’oppio, articoli in pelle, bottiglie e articoli per la casa.

Frog’s Hollow: chi abitava all’inizio del XIX nella Chinatown australiana?

Gli oggetti, secondo quanto dichiarato dall’archeologo Kevin Rains al Brisbane Times, appartenevano ad una comunità multiculturale che faceva parte della classe operaia dell’epoca.

Questa comunità multiculturale includeva anche lavoratori che vivevano nella prima Chinatown di Brisbane.

Il quartiere era molto animato: ospitava infatti ristoranti, pub, una selleria, negozi di pelletteria, negozi di alimentari e pensioni:

Gli articoli che abbiamo trovato ci parlano di una popolazione etnicamente diversificata, per lo più cinese, con un quartiere a luci rosse – o baraccopoli, come lo chiamavano i giornali dell’epoca.”

Originariamente il quartiere era stato sviluppato come “distretto di magazzino”, in quanto si trovava vicino ai pontili e vedeva un traffico continuo di marinai, e di operai, che transitava tra le numerose pensioni e gli hotel che si trovavano nella zona.

Frog’s Hollow: perché si chiamava così il quartiere di Brisbane?

Frog’s Hollow prese il nome dalla sua stessa posizione: si trovava infatti nella parte più bassa, e paludosa, della città ed era attraversato da Albert Street.

Un passo del libro Radical Brisbane: An Unruly History traccia un ritratto non proprio lusinghiero del quartiere: era molto fatiscente e insalubre.

Le sue condizioni, già di per sé non ottimali, erano ulteriormente esacerbate dalla muffa, dalla putrefazione e dall’umidità della palude su cui era stato costruito.

Non proprio il posto più salutare per viverci, e tuttavia qui si svilupparono molte attività e occasioni di divertimento. Ce n’erano per tutti i gusti: bordelli, bar, sale da gioco e locali in cui fumare l’oppio.

Tra i manufatti più intriganti, scoperti durante lo scavo, ci sono infatti anche due piccoli aghi in metallo, decorati in modo complesso, che venivano usati per pulire e anche per “rabboccare” le pipe usate per fumare l’oppio.

La nascita della prima Chinatown australiana e i problemi della comunità cinese

La prima Chinatown della zona nacque da un gruppo di nove negozi, chiamati Nine Holes.

Era una terrazza bassa, per lo più commerciale, dove si trovavano questi nove negozietti.

La maggior parte degli “inquilini” erano aziende cinesi, ma c’erano anche aziende europee e britanniche, e anche isolani, provenienti dai mari del Sud, che lavoravano e vivevano nella zona.

Brisbane vide un grande afflusso di immigrati cinesi – molti dei quali erano giunti nel Queensland durante la corsa all’oro a Gympie – alla fine del 1800.

Nel 1880 però i cercatori d’oro cinesi cominciarono a diminuire, oppure a lasciare del tutto Gympie, a causa delle leggi che impedivano ai cinesi di esplorare e di lavorare nelle miniere d’oro.

Molti cinesi quindi si trasferirono a Brisbane e cominciarono ad aprire delle attività commerciali nella città australiana.

La vita però non era tutta rose e fiori neanche a Brisbane, perché ben presto gli australiani bianchi cominciarono a prendere di mira la comunità cinese di Frog’s Hollow, usando un razzismo molto violento sia nella stampa che nella vita di tutti i giorni.

Il 5 maggio 1888, una folla anti cinese, che contava più di 2000 persone, si riversò come una furia nell’area, terrorizzando aziende e abitanti cinesi, rompendo i vetri delle finestre con le pietre, saccheggiando i negozi e gridando commenti bigotti.

Nonostante queste difficili condizioni, i residenti cinesi di Frog’s Hollow resistettero.

Gli scavi effettuati nel sito di Nine Holes hanno rivelato esemplari ben conservati di stivali di pelle, di ferri di cavallo e anche una scoperta molto curiosa, ovvero una lastra di cemento con impresse sulla superficie le impronte di un piccolo cane o di un cucciolo.

Questi reperti ci dicono molto sulla vita che si conduceva nel quartiere: c’erano anche persone comuni, che conducevano una vita normale, ben distante dall’idea “razzista” dell’epoca che vedeva i residenti cinesi di Frog’s Hollow unicamente dediti ai vizi, all’alcol e alle droghe.

Di Francesca Orelli

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