20 sarcofagi ritrovati in Egitto: i retroscena dello scavo

20 sarcofagi ritrovati in egitto

20 sarcofagi, ciascuno dei quali decorato con ricchi disegni che si sono conservati perfettamente, sono stati scoperti in Egitto il 30 gennaio 2020 nel corso di uno scavo effettuato a Minya.

La tomba comune, il cui ritrovamento è stato annunciato sui social network dal Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità, racchiudeva le bare ancora sigillate dei sommi sacerdoti, quelle dei loro aiutanti e una quantità impressionante di oggetti funerari, come gioielli, maschere mortuarie e figurine di ushbati.

I sommi sacerdoti, secondo quanto affermato dagli egittologi, erano dediti al culto del dio egizio Djehuty. Oltre a loro, e ai loro aiutanti, i sarcofagi racchiudevano i corpi di alcuni alti funzionari dell’Alto Egitto e della sua capitale, Ashmunin.

Ritrovate 20 tombe in Egitto: come è avvenuta la scoperta

La tomba comune è stata ritrovata nel corso di una missione archeologica guidata da Mustafa Waziri, che è il Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità.

I 20 sarcofagi si trovavano all’interno di 16 tombe e, ciascuno di essi, ha una forma e una dimensione differente.

Cinque di essi sono sarcofagi antropoidi, realizzati in pietra calcarea e incisi con testi geroglifici, mentre cinque sono in legno e sono stati rinvenuti in ottime condizioni

Alcune di questi sarcofagi, oltre a presentare ricche decorazioni, includono il nome e il titolo dei loro proprietari.

Gli oggetti rinvenuti insieme alle 20 mummie

Durante i lavori, che sono tuttora in corso, sono state trovate anche più di 10’000 figurine ushbati, in maiolica blu e verde, la maggior parte delle quali con incisi i titoli dei defunti, più di 700 amuleti e vasi in ceramica usati per scopi funerari.

Tra gli amuleti scoperti, oltre a parecchi in oro massiccio, ce n’è anche uno a forma di cobra alato.

I gioielli però non sono stati l’unica scoperta importante: nella tomba comune sono stati scoperti anche oggetti di uso quotidiano, come utensili da taglio, martelli di legno e cestini realizzati con fronde di palme.

Sono stati rinvenuti anche otto gruppi di vasi canopi, in pietra calcarea, con dipinti i nomi dei loro proprietari che portavano il titolo di cantante del dio Thoth, e un impasto di pietra senza alcuna iscrizione che rappresenta i quattro figli del dio Horus.

Chi erano le 20 mummie? Waziri “Una potrebbe appartenere al figlio del capo del tesoro reale.”

Secondo Waziri, che sta guidando lo scavo, una delle 20 mummie rinvenute in Egitto potrebbe appartenere al figlio di Psamtik, che era il capo del tesoro reale nell’antico Egitto.

Vicino al sarcofago di Epy, gli egittologi hanno rinvenuto un altro sarcofago, di calcare ben lucidato, del Djed di Djehuty Iuf ankh.

Il sarcofago, neanche a dirlo, si è guadagnato il titolo di bara più importante scoperta durante il 2020 a causa delle sue scritte e dei titoli incisi sul suo coperchio.

Il quinto sarcofago analizzato ha iscrizioni geroglifiche che riportano il cognome del defunto.

Minya, la nuova isola dei tesori dell’antico Egitto: il precedente del 2019

Nel 2019, sempre nell’area di Minya (situata a sud del Cairo), era stata rinvenuta una tomba faraonica con 50 mummie.

Gli archeologi egiziani avevano scoperto queste mummie, 12 delle quali appartenenti a bambini e adolescenti, all’interno di quattro camere sepolcrali, ciascuna delle quali profonda nove metri, completamente scavate nella roccia.

Le mummie in questo caso non appartenevano però a sommi sacerdoti, ma ad una famiglia della classe media che, con ogni probabilità, viveva durante il periodo tolemaico.

Dopo quest’ultima scoperta però, il Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità ha dichiarato che Minya è pronta per essere messa sulla mappa turistica dell’Egitto insieme ad altri siti archeologici illustri, come il tempio di Abu Simbel e la Valle dei Re.

Di Francesca Orelli

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