Storia della casa editrice Treves, una delle più importanti in Italia

Negli anni in cui l’Italia nasceva, muoveva i primi passi anche la casa editrice Treves che avrebbe segnato il panorama culturale italiano dei decenni successivi, pubblicando testi di autori di spicco, come Gabriele d’Annunzio o Edmondo de Amicis.

La storia della casa editrice

Alla guida della casa editrice ci furono per anni Emilio e Giuseppe Treves, due fratelli nativi di Trieste, animati il primo dalla passione per la letteratura e forte di una solida esperienza nel settore editoriale e il secondo da pregresse esperienze commerciali.

Il fondatore della casa è stato, infatti, Emilio che, dopo aver maturato un’importante esperienza presso l’editore Lloyd Triestino, nel 1861 aprì una propria tipografia a Milano in via Durini, che si ampliò in seguito con la rilevazione dello stabilimento in via Solferino.

Quando l’impresa di Emilio Treves iniziò a ingranare si rese necessario il supporto, nel settore amministrativo e commerciale, di Giuseppe Treves, fratello minore di Emilio, con consolidata professionalità in ambito commerciale.

Pochi anni dopo, nel 1872, la società viene intitolata “Fratelli Treves” e il matrimonio di Giuseppe con Virginia Tedeschi, proveniente da una ricca famiglia, gioverà alla fortuna della casa editrice sotto più punti di vista.

Da una parte, infatti, la dote di Virginia Tedeschi Treves sarà utilizzata per acquistare ulteriori terreni dove allargare la tipografia, dall’altra Virginia è una donna di lettere e garbo che terrà dei salotti letterari con alcuni dei più importanti scrittori dell’epoca.

Fra i frequentatori dei salotti di Virginia Tedeschi Treves vengono ricordati Gabriele d’Annunzio, Arrigo Boito e Giuseppe Giacosa; inoltre, Virginia era una scrittrice che pubblicò con la Treves, sotto lo pseudonimo di Cordelia, numerosi libri per fanciulli e signorine di successo.

Le principali pubblicazioni

L’andamento della casa editrice fu per anni in costante espansione, arrivando ad annoverare autori come Gabriele d’Annunzio, Luigi Capuana e Luigi Pirandello fra gli scrittori pubblicati. Memorabile fu la pubblicazione di “Cuore” di Edmondo de Amicis che raggiunse quaranta pubblicazioni in pochi mesi.

Attiva anche nel settore dei giornali, la casa editrice Treves pubblicava quotidiani, come Corriere di Milano, e riviste di moda, come “Margherita”, in onore della regina Margherita e diretto da Virginia Tedeschi Treves.

Con la morte dei principali soci (Giuseppe nel 1904, Emilio e Virginia nel 1916) iniziarono le prime difficoltà che portarono, in pochi anni, a rendere sempre più incerta prima la fortuna e poi la sopravvivenza della casa editrice.

L’avvento del fascismo e l’emanazione delle leggi razziali costituirono il colpo di grazia: poiché i Treves erano di origine ebraica, dovettero nel 1939 cedere l’attività e l’acquirente, Aldo Garzanti, dovette immediatamente cambiare nome alla casa editrice.

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