VITA IN LUOGHI INUSUALI: storie di comunità e persone in luoghi ISOLATI o DIMENTICATI

È difficile oggi trovare un luogo che sfugga alla modernità, tuttavia esistono ancora alcuni angoli della terra che, ignoti alla maggioranza delle persone, conservano intatte culture antiche e inusuali. Luoghi simili sono quelli situati in isole sperdute delI’ Oceano o nel cuore della foresta, nell’America del Sud, India e Papua. I suoi abitanti, riuniti in piccoli gruppi, generalmente vivono di caccia, pesca e agricoltura.
Conosciamone alcuni più da vicino.

LA TRIBÙ AMAZZONICA DEGLI AMONDAWA

In una foresta dello stato brasiliano di Rondonia un’ottantina di persone vivono, riunite in gruppi, di caccia, pesca e agricoltura. Come molte tribù amazzoniche, gli Amondawa, ricorrono a un numero molto ristretto di vocaboli e persino il loro sistema numerico è limitato, tuttavia ciò che sorprende di più è l’assenza del termine e del significato di Tempo. Nella loro comunità non esistono orologi o calendari dunque la giornata è scandita dalla posizione del sole nel cielo. Non si festeggiano compleanni ma l’età si misura soltanto grazie alle fasi della vita, che sono scandite secondo cambiamenti fisici e biologici.

Questo non significa che sia la loro società ad essere strana, ripercorrendo la storia dell’umanità infatti si nota che le prime società sono sempre riuscite a funzionare senza l’ausilio di calendari e orologi, invenzioni che abbiamo ereditato dagli antichi babilonesi alle quali abbiamo applicato una serie di regole sempre più rigide. Delle quali, ormai, non riusciamo più a fare a meno.

LA TRIBÙ MAI CONTATTATA: I SENTINELESI

Nell’Oceano Indiano pare che esista ancora un’isola dove vivono dalle 50 alle 400 persone, totalmente estraniate dal resto del mondo. È l’Isola di North Sentinel, contornata da un mare cristallino e da una folta vegetazione, che ne farebbero una meta turistica ideale, se non fosse per i suoi abitanti.

I Sentinelesi, infatti, rifiutano con ostilità qualsiasi tipo di contatto e approccio con il mondo esterno. Il governo indiano cerca di vigilare sull’isola ma adottando una politca di eyes-on hands- off, controllandoli da lontano. Questo anche per la loro sicurezza perché un visitatore potrebbe portare microrganismi a cui non sono mai stati esposti.

GLI ECOVILLAGGI

Ma per trovare comunità isolate non dobbiamo andare molto lontano, anche in Italia ci sono gruppi che si sono allontanati delle grandi città per vivere una vita più semplice, immersa nella natura. Sono i cosiddetti Ecovillaggi, in Italia il primo, “Utopiaggia” nasce nel 1972 in Umbria e oggi sono circa una quarantina, concentrati soprattutto nel Centro Italia con un incremento nell’ultimo periodo in Sardegna e Sicilia. I principi base sono: sostenibilità, condivisione e autosufficienza. Si vive grazie a ciò che la natura produce, in totale armonia con l’ambiente circostante, di cui si ha profondo rispetto.

Ricordiamo:

  • Nomadelfia: Situata nel cuore della Toscana, a pochi chilometri da Grosseto, questo paesino raccoglie circa 300 persone che hanno deciso di vivere secondo i principi basilari del Vangelo Cristiano. Denaro e proprietà private non esistono, ognuno riceve ciò di cui ha bisogno e ogni cosa viene condivisa. Tutto si basa su un granitico spirito di collaborazione e un fortissimo senso di solidarietà che porta le famiglie a stringersi in un rapporto di mutuo soccorso. Nomadelfia deriva infatti da “nomos” e “adelphia” che richiamano il concetto di luogo dove la fraternità è legge, un territorio che è modello di virtù per molti credenti che sperano in una società diversa, più buona e giusta.
  • La città della Luce nelle Marche. Formata da 25 residenti, questa comunità promuove uno stile di vita basato sulla sobrietà così da soddisfare in modo ecologicamente, socialmente ed economicamente sostenibile i principali bisogni fisici, materiali, relazionali e spirituali dell’individuo.

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