Sciopero degli sceneggiatori a Hollywood

Lo sciopero degli sceneggiatori a Hollywood spiegato

L’argomento scottante dell’ultima settimana a Hollywood riguarda lo sciopero degli sceneggiatori. Sui principali social il chiacchiericcio aumenta di giorno in giorno così come la curiosità e i timori degli appassionati che si chiedono cosa comporterà tutto ciò per i loro film e serie TV preferiti.

Proviamo allora a fare un po’ di chiarezza partendo dal principio: una volta ogni tre anni, la Writers Guild of America (sindacato degli sceneggiatori negli Stati Uniti) si riunisce per negoziare un nuovo contratto con i principali Studios di Hollywood, e stavolta le cose sono state più complesse del previsto.

Tutto parte dal fatto che gli ultimi anni hanno visto il proliferarsi di servizi di streaming (dai più famosi come Netflix, Prime, Disney+, Now ai più piccoli come Tim Vision e Paramount+) che richiedono un numero sempre più elevato di produzioni da distribuire sui propri cataloghi per gli avidi abbonati.

Gli sceneggiatori, però, hanno affermato che i loro compensi sono rimasti sempre gli stessi nonostante il lavoro loro richiesto fosse molto più pesante, e da qui la richiesta di un aumento del 3% sui guadagni.

Ma ora che le produzioni sono tutte in pausa, quali saranno le ripercussioni sulle serie e i film in via di sviluppo?

Se la maggior parte delle produzioni in uscita quest’anno sono già state girate, i disagi per gli spettatori inizieranno dopo settembre, con la nuova stagione, nell’eventualità in cui lo sciopero si prolungherà ancora a lungo. I tempi saranno più lunghi e purtroppo ci sarà la possibilità di avere poche novità e nuove stagioni con meno episodi del previsto (come già successo con lo sciopero degli sceneggiatori del 2007, che aveva visto stagioni televisive di una decina di episodi al posto dei classici 20 o 22 che le reti ordinavano allora).

Le reti via cavo e i servizi broadcast sono in crisi, stanno perdendo spettatori così come i servizi di streaming stanno perdendo abbonati. Chiaramente, se lo sciopero si protrarrà ancora a lungo, i problemi economici si faranno sentire sempre più forti anche per gli Studios, che rischieranno ancora più perdite sia perché non avranno ritorni e nuovi arrivi da mandare in onda e sia perché i costi di produzione aumentano di anno in anno per ogni progetto.

Restiamo in attesa di scoprire se e quando si giungerà a un accordo che riuscirà a soddisfare entrambe le parti.

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