Martin Luther King Jr.: l’iconico leader dei diritti civili (I parte)

Martin Luther King Jr.era un pastore, umanitario e leader del movimento americano per i diritti civili negli anni Sessanta. Combatté per la giustizia razziale ed economica con numerosi discorsi, marce e lettere e, durante la sua vita (e anche dopo), venne lodato per il suo approccio non violento alla disobbedienza civile.

Martin Luther King Jr. nacque il 15 gennaio 1929 (Capricorno) ad Atlanta, in Georgia. Figlio del Reverendo Michael King e di Alberta Williams King, venne battezzato come Michael King Jr.

La famiglia King aveva radici profonde nella comunità nera di Atlanta e nella chiesa battista afroamericana. Sia suo nonno sia suo padre avevano prestato servizio presso l’Ebenezer Baptist Church e l’avevano resa una delle principali congregazioni dei circoli battisti.

Entrambi erano anche leader, nel ramo di Atlanta, della National Association for the Advancement of Colored People (NAACP). Michael King Sr.ha poi cambiato il suo nome, e quello del figlio, in Martin Luther King nel 1934 in onore del riformatore tedesco del XVI secolo.

King frequentò le scuole separate e si diplomò al liceo all’età di 15 anni, mentre nel 1948 conseguì la laurea in Sociologia al Morehouse College di Atlanta.

In seguito conseguì anche una laurea in Teologia presso il Crozer Theological Seminary, in Pennsylvania, e un dottorato in Filosofia della Teologia Sistematica all’Università di Boston.

Mentre si trovava a Boston, Martin Luther King Jr. incontrò la studentessa di musica Coretta Scott. I due, successivamente, si sposarono ed ebbero due figlie e due figli.

King all’inizio pensava di proseguire la carriera accademica, ma poi seguì suo padre e suo nonno sul pulpito. Nel 1954 accettò la carica di pastore presso la chiesa battista di Dexter Avenue di Montgomery, in Alabama.

Martin Luther King Jr.: ministero e assunzione della leadership per i diritti civili

A Montgomery Martin Luther King Jr.diventò un importante leader del movimento per i diritti civili.

Nel 1955, quando Rosa Parks si rifiutò di cedere il suo posto sull’autobus ad un uomo bianco e venne arrestata, i leader locali formarono un’organizzazione per protestare contro l’arresto della Parks e scelsero King come capo del gruppo.

In questo ruolo King diventò il principale portavoce di quello che sarebbe passato alla storia come il boicottaggio degli autobus di Montgomery, durato 382 giorni.

Durante il boicottaggio venne maltrattato e arrestato, e la sua casa venne anche fatta oggetto di diversi attacchi bombaroli, ma lui rimase un leader convinto e impegnato.

L’attivismo di King, così come la sua leadership e il suo ministero, si basò in maniera importante sui suoi principi cristiani e sugli insegnamenti non violenti del Mahatma Gandhi.

Martin Luther King Jr. attinse abilmente ad una vasta gamma di influenze teologiche e filosofiche per mobilitare le chiese e le comunità nere e per fare appello al sostegno dei bianchi.

Passò da una visione intoccabile di Dio ad un concetto più solidale e rassicurante, arrivando a descrivere Dio come “una realtà vivente consolidata nelle esperienze della vita quotidiana.”

Dopo che la Corte Suprema bandì la segregazione degli autobus, King contribuì ad espandere il movimento per i diritti civili in tutto il sud.

Venne eletto presidente della Southern Christian Leadership Conference e tornò ad Atlanta per essere più vicino alla sede dell’organizzazione e per diventare co-pastore, a fianco di suo padre, presso l’Ebenezer Baptist Church.

Viaggiò e parlò molto, diffondendo il messaggio della protesta non violenta. Scrisse anche cinque libri, organizzò unità di voto, guidò proteste e marce pacifiche e venne arrestato più di venti volte.

La lettera dalla prigione di Birmingham City

Nel 1963 King guidò una protesta non violenta a Birmingham City, in Alabama, che allora era altamente segregata.

La campagna venne accolta con brutalità dalla polizia, che attaccò i manifestanti con cani e bastoni.

Martin Luther King Jr.venne arrestato e, mentre si trovava in cella, scrisse la sua famosa Lettera dalla prigione di Birmingham City, che diventò presto un manifesto per i diritti civili e la disobbedienza civile.

La lettera combinava idee dalla Bibbia, dalla Costituzione e da altri testi universalmente riconosciuti e rispettati.

La marcia su Washington e il discorso “I Have a Dream.”

Il 28 agosto 1963 circa 250mila persone marciarono su Washington DC in quella che sarebbe stata conosciuta, più tardi, come la più grande manifestazione mai svoltasi nella città.

Presso il Lincoln Memorial, in quell’occasione, King pronunciò anche il suo discorso ispiratore più celebre e più spesso citato: “I Have a Dream” (Ho un sogno).

Le frasi più famose del discorso includono:

Ho un sogno che un giorno questa nazione sorgerà, vivrà il vero significato del credo: “Riteniamo che queste verità siano evidenti, che tutti gli uomini sono creati uguali…”

Ho un sogno che i miei quattro figli piccoli un giorno vivranno in una nazione in cui non saranno giudicati dal colore della loro pelle, ma dal contenuto del loro carattere.”

Il discorso ispirò la nazione e consolidò lo status di King come leader nazionale dei diritti civili.

Dopo la marcia, Martin Luther King Jr. e altri leader si incontrarono con il presidente John F.Kennedy per discutere la parità dei diritti e la fine della segregazione.

Di Francesca Orelli

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