Barry Marshall: il medico che vinse il Nobel facendo da cavia a sé stesso

Il Nobel per la medicina ha visto essere premiate le più grandi menti che hanno contribuito, oltre che al progresso scientifico, alla sopravvivenza e al benessere di milioni di persone. Poche assegnazioni, però, possono vantare la storia del dottor. Barry Marshall.

Il medico in questione, infatti, è diventato celebre per aver provato come la causa dell’ulcera gastrica sia attribuibile all’Helicobacter pylori, un batterio lungo circa 2,5-5 μm ed in grado di attaccare la mucosa dello stomaco, determinando un’infezione con conseguente infiammazione.

Il percorso che portò al riscontro di questo dato, però, fu tutt’altro che semplice. La comunità scientifica era sempre stata convinta che fossero determinate tipologie di cibi, eccessi nei livelli di acido gastrico e stress a provocare la patologia; questo, in virtù della credenza erronea secondo la quale il pH estremamente acido dello stomaco e l’azione degli enzimi digestivi non potessero permettere lo sviluppo di batteri.

Il sostegno di Warren e l’ostracismo della comunità scientifica

Insieme a Robin Warren, patologo interessato proprio ai disturbi di natura gastrica, Marshall portò avanti l’ipotesi che ulcere e tumori allo stomaco fossero causati dall’Helicobacter pylori. Il loro lavoro, in ogni caso, fu più volte criticato (e a volte schernito) dai colleghi.

È a questo punto della storia, però, che il corso degli eventi venne influenzato da un gesto pericoloso, quasi folle. Nel 1982 Marshall, convinto più che mai delle sue idee, decise di provare direttamente su sé stesso ciò che credeva di aver scoperto bevendo una piastrina piena di batteri.

La coltura utilizzata, proveniente da uno dei suoi pazienti, gli permise di ammalarsi immediatamente di gastrite. Il medico australiano guarì rapidamente, ma pare che la moglie gli intimò comunque una cura a base di antibiotici, visto che uno degli effetti della gastrite risulta essere proprio l’alito cattivo.

Il lieto fine e la vittoria del Nobel

Dopo aver evitato di essere lasciato dalla moglie, nel 1984 Marshall pubblicò lo studio sull’Australian Medical Journal, diventando uno degli autori più citati della rivista.

Nel 2005, la vittoria del Premio Nobel per la medicina segnò definitivamente l’importanza di un esperimento rischioso quanto efficace, il quale sancì una svolta nello studio delle patologie gastriche, oltre che nel ribaltare definitivamente la reputazione dei due scienziati.

Oggi, Barry Marshall lavora come docente di microbiologia clinica all’Università dell’Australia Occidentale di Perth. Altre patologie note ricollegabili all’azione dell’Helicobacter pylori sono, oltre alla gastrite cronica, la dispepsia non ulcerosa, l’ulcera peptica e il cancro allo stomaco.

Nella maggior parte dei casi, ovviamente, azzardi come quelli di Marshall hanno portato a disgrazie più che a riconoscimenti. Allo stesso tempo, però, un Nobel vinto con tanto sacrificio rammenta a cosa siano disposti gli uomini di scienza per il progresso della ricerca.

di Daniele Sasso

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