La città di Sydney passa all’elettricità “verde” al 100%

La città di Sydney, Australia, aveva raggiunto l’obiettivo della carbon neutrality (o neutralità climatica), ovvero non produrre più gas a effetto serra di quanto la natura sia in grado di assorbirne, già nel 2007.

Adesso l’amministrazione comunale fa un ulteriore passo in avanti firmando un accordo da 60 milioni di dollari australiani (circa 37 milioni di euro) con i produttori di energia locali per passare a una fornitura di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili.

Lo “switch” è avvenuto il primo luglio

Questo naturalmente coinvolge oltre agli edifici anche tutta l’illuminazione pubblica, dalle strade cittadine agli impianti sportivi.
Il comune ritiene che questa innovazione porterà a un risparmio di 500.000 dollari (310.000 euro) ogni anno nei prossimi dieci anni ma anche al supporto per la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore dell’energia verde.

Tre quarti della produzione dell’elettricità avviene tramite turbine eoliche e un quarto da tre impianti a energia solare

Fra questi le 75 turbine della Sapphire Wind Farm (presso Inverell) producono 270 megawatt, abbastanza per fornire energia a 115.000 abitazioni mentre la Bomen Solar Farm coi suoi 310.000 pannelli su 250 ettari di terreno ha una capacità di 120 megawatt.
La Shoalhaven solar farm invece, una volta completata, aggiungerà una produzione di ulteriori 3 megawatt in grado di soddisfare le esigenze di 1500 case.

Obiettivi ambiziosi, ma l’Australia nel suo insieme deve recuperare terreno

Sydney conta di tagliare le emissioni di carbonio di 20.000 tonnellate all’anno e di raggiungere il traguardo della riduzione delle emissioni del 70% già nel 2024 anziché nel 2030, anno in cui l’Australia invece non riuscirà a portare a termine l’obiettivo (secondo gli Accordi di Parigi) di diminuire le emissioni del 28%, avverrà solo nel 2035.

L’esperienza di Sydney potrà tuttavia rivelarsi un banco di prova pratico, dimostrando che il passaggio alle zero emissioni è non solo possibile ma addirittura conveniente e a beneficio della comunità e dell’economia locale. Oltre che della salute delle persone e del pianeta, naturalmente.

Di Corrado Festa Bianchet

Guarda anche:

Rispondi