Vacanze estive: quando abbiamo iniziato a farle e come si sono evolute nel tempo

Le vacanze estive, in particolare quelle di Ferragosto, sono da sempre uno dei momenti che più aspettiamo durante l’anno.

Queste non solo perché non solo ci rilassiamo e ci godiamo il sole, ma ci liberiamo anche dalla routine quotidiana e, se ci accade qualcosa di buffo, spesso e volentieri si trasforma in un simpatico aneddoto da ricordare, o da raccontare, nei freddi mesi autunnali e invernali.

Quando però, nei fatti, abbiamo cominciato ad andare in vacanza? E qual è stato il primo uomo che, svegliatosi un giorno, ha deciso di prendersi una pausa dal lavoro e di partire per le tanto agognate ferie estive?

Per rispondere a questa domanda, è necessario fare un salto nel passato e tornare nei tempi antichi per vedere come le vacanze estive si sono evolute in ciò che sono oggi.

Gli antichi romani, i primi viaggiatori “per piacere” del passato (31 avanti Cristo-1484)

Gli antichi romani, oltre che conquistatori, sono stati i primi viaggiatori del mondo antico.

Anche se la maggioranza preferiva trascorrere le proprie ferie “fuori porta” (un esempio? Marco Tullio Cicerone, quando non era a Roma, amava soggiornare nella sua villa di Formia), numerose testimonianze storiche indicano che gli antichi romani potrebbero aver viaggiato in tutta l’Europa allora conosciuta.

E, sebbene non esistessero ancora le auto, ma solo bighe, cavalli, portantine (per chi poteva permettersele) e il ben più diffuso “viaggio a piedi”, durante l’Impero Romano esisteva persino una rete stradale che dal nord dell’Inghilterra si estendeva fino al sud dell’Egitto!

La moda del Grand Tour per i giovani più facoltosi (1501-1700)

Tra il 1501 e il 1700, tra i giovani più facoltosi, si diffuse la moda del Grand Tour in Europa, che spesso completava la loro istruzione.

Una delle mete più ambite, proprio per il suo legame con il mondo classico e l’antica Roma, era l’Italia, che proprio nel periodo d’oro dei Grand Tour ricevette anche le visite di Goethe, Stendhal e Montaigne.

Goethe, al suo Grand Tour della Penisola, dedicò anche un libro entrato poi successivamente nella storia della letteratura tedesca e mondiale: Viaggio in Italia.

L’epoca d’oro dei battelli a vapore e dei treni a lunga percorrenza (1800-1883)

L’invenzione delle navi a vapore, avvenuta nel 1800, permise per la prima volta agli italiani (e non solo) di inseguire il sogno americano, di visitare altri continenti e di spingersi fin nelle nuove terre, come l’Asia e l’Africa.

In questo periodo i vacanzieri potevano anche ottenere la valuta locale tramite la “nota circolare”, che era un metodo pratico per le banche con filiali estere per fornire un servizio di cambio valuta (sebbene abbastanza rudimentale).

Nel 1871, dopo l’introduzione del Bank Holiday Act, le vacanze estive diventarono brevi come le conosciamo oggi!

Dodici anni più tardi, nel 1883, fece la sua comparsa l’Orient Express, un treno passeggeri a lunga percorrenza che, per la prima volta in assoluto, iniziò a trasportare persone attraverso l’Eurasia.

Il fascino dell’Orient Express, manco a dirlo, ispirò anche la scrittrice Agatha Christie, che scrisse uno dei suoi romanzi più celebri, ambientato proprio sul leggendario treno: Assassinio sull’Orient Express.

Dall’invenzione dell’aereo a quella dei…pacchetti vacanza! (1903-1980)

Nel 1903 i fratelli Wright, poco prima dello scoppio delle due Guerre Mondiali, iniziarono a lavorare sul progetto del primo aeroplano.

I primi esperimenti furono un fiasco, ma alla fine, dopo aver compiuto altri tentativi e fatto altre prove, nacque, e funzionò, il primo aeroplano, che avrebbe cambiato per sempre la nostra maniera di vedere le vacanze.

Ci sarebbero ancora voluti anni, ma quel giorno nacque l’aviazione e l’antenato dei Boeing e di tutti gli aerei moderni.

Nel 1928, undici anni prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il dirigibile tedesco Graf Zeppelin trasportò 20 passeggeri e 43 membri dell’equipaggio nel primo volo per scopo turistico di sempre.

Il dirigibile, dopo aver compiuto il suo primo giro intorno al mondo, toccò di nuovo terra nel mese di settembre del 1929, esattamente un anno dopo essere partito.

Tra il 1970 e il 1980 grazie a Walter Ingham, fondatore della Inghams e grande appassionato di sci, nacquero i primi pacchetti viaggio, che attirarono un vasto pubblico, dalle coppie in luna di miele ai giovani tra i 18 e i 30 anni.

La sua idea, complice anche la costruzione dei vari resort e il miglioramento dei collegamenti stradali e aerei, venne ben presto copiata anche da altre compagnie di viaggi.

Anni Duemila: bagaglio mio, quanto sei limitato!

Oggi il mondo, complice la pandemia di Coronavirus, si è chiuso su sé stesso e, con ogni probabilità, potremo tornare a viaggiare in modo libero soltanto nel 2021, ma anche se quest’anno faremo le vacanze in Italia, c’è una cosa che non è cambiata in 85 anni…

…la franchigia bagaglio!

Se fai parte di quelle persone che, spesso, si lamentano perché non possono portare più di un “tot” nella valigia, consolati: già tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta molti operatori turistici consigliavano agli uomini di mettere “solo” un pullover, tre gilet, tre pantaloni e quattro paia di calze, mentre alle donne veniva suggerito di limitarsi soltanto a due paia di guanti e a dodici fazzoletti.

Di Francesca Orelli

CURIOSITÀ: Leggi anche:

L’apprendimento prenatale: quello che il bambino sa già fare nell’utero materno

Il mistero della “sfuggente” lettera g

Palloni da calcio negli oceani preistorici

Darth Vader: 4 curiosità sulla maschera del cattivo più famoso della storia del cinema

Rispondi