Palloni da calcio negli oceani preistorici

Esistono nelle acque oceaniche creature definite echinodermi per via delle piastre calcaree che le ricoprono. Gli animali odierni appartenti a questo phylum includono le stelle marine, i ricci e cetrioli di mare, le stelle fragili e i crinoidi.

Creature comparse molto prima dei dinosauri

Tuttavia esse abitano il nostro pianeta fin dal Cambriano Inferiore, che si estende fra i 542 e i 509 milioni di anni fa. Ed è analizzando fossili in collezioni già esistenti nei musei britannici che i ricercatori dell’Università dell’Australia Occidentale e di Cambridge hanno fatto una curiosa scoperta.

In due specie di echinodermi, gli Uintacrinus socialis e i Marsupites testudinarius, è infatti stata individuata una struttura formata da esagoni e pentagoni; nel Marsupites testudinarius la struttura è più semplice e composta da un basso numero di elementi a formare una struttura stabile che ricorda il guscio di una testuggine (da cui il nome), ma gli Uintacrinus socialis evidenziano invece una forma sferica più complessa, l’isocaedro troncato universalmente associabile al classico pallone da calcio a scacchi dove ogni pentagoni è circondato interamente da esagoni, per un totale di 12 e 20 elementi rispettivamente.

Uno scudo efficace per proteggersi e spostarsi

Negli oceani di 80 milioni di anni fa (l’epoca a cui risalgono i fossili oggetto della ricerca) anche più di oggi la sopravvivenza era una continua e dura lotta contro innumerevoli predatori e condizioni avverse; la forma sferica cava è l’ideale per sopportare il pesante carico della pressione dell’acqua e della corazza necessaria per proteggersi dai predatori ma anche per il galleggiamento sulla superficie dell’oceano. Queste antiche creature erano grado di formare una sorta di ciaspola che permetteva loro di adagiarsi stabilmente sul soffice fondale fangoso dell’oceano (all’epoca molto più vicino alla superficie rispetto a oggi) ma potevano anche spostarsi per lunghe distanze facendosi trasportare dalle correnti, grazie anche alla forma ideale per il galleggiamento.

Queste creature riuscirono a diffondersi in tutto il globo, come confermano i ritrovamenti fossili dal Nordamerica all’Australia. Gli Uintacrinus appartengono alla classe di echinodermi chiamata crinoidi che oggi include i gigli di mare e le stelle marine piumate, che tuttavia non presentano questa peculiare forma a geoide. Una ragione di sorpresa fra i ricercatori consiste proprio nel fatto che la natura, dopo la loro estinzione, non abbia replicato questa soluzione strutturale che pure pare denotata da grande efficienza nel doppio scopo di proteggere e spostare la creatura che ne usufruiva.

I geoidi dall’architettura alla chimica fino ai campi di gioco

Gli Uintacrinus sono peraltro la prima testimonianza di questa struttura a isocaedro in un fossile: tale forma è nota soprattutto nelle molecole di carbonio chiamate fullereni, dove la struttura può essere tubolare, elissoidale oppure a sfera cava. In quest’ultimo caso, la più piccola possibile è il buckminsterfullerene, in omaggio all’architetto statunitense Richard Buckminster Fuller, famoso soprattutto per le sue cupole geodetiche, e scherzosamente chiamata in inglese anche buckyball. Fu scoperta nel 1985 e inizialmente, sempre per la sua forma e specifico rapporto fra esagoni e pentagoni, denominata soccerene (dal termine usato principalmente negli Stati Uniti per designare il calcio), ma è bene ricordare che i moderni palloni da calcio hanno, grazie alla moderna tecnologia, abbandonato la struttura tipica, quindi non sempre si potrà dire “Vado a dare due calci al buckminsterfullerene!”.

Di Corrado Festa Bianchet

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