Il mais è di gran lungail cereale più coltivato al mondo: nel 2017 se ne sono prodotte 1.134.746.667 tonnellate contro le circa 770.000.000 sia di grano che di riso.
La sua importanza è enorme anche come mangime negli allevamenti:l’82% del mais disponibile in Italiaviene usato a questo scopo (fonte: Confagricoltura). Ma in molte altre zone del mondo è la base per l’alimentazione umana diretta. Non sorprende ciò accada nel Nuovo Mondo, essendo questocereale originario del Centro America, come il pomodoro e le patate.
Da pianta spontanea a più importante coltivazione nel mondo: un lungo percorso
Ma resta un mistero di non facile soluzione:quando i mesoamericani iniziarono la domesticazione del mais? Che significherebbe, in sostanza, quando nel continente americano i cacciatori-raccoglitori scoprirono l’agricoltura e divennero stanziali?
Perché sappiamo che lemigrazioni dall’eurasiaavvennero prima di 10.000 anni fa, l’epoca in cui nella mezzaluna fertile che tutti ricordiamo dalle scuole elementari la rivoluzione agricola ebbe origine.
Come la scrittura, anche l’agricoltura sarebbe stata inventata in modo indipendente in luoghi diversi del mondo (una dozzina, secondo recenti ipotesi).
Presso la Pennsylvania State University, l’UNM Center for Stable Isotopes, l’UCSB (Università della California Santa Barbara) e l’Exeter University del Regno Unito sono stati condottistudi sulle ossa di 52 individui, uomini e donne di tutte le età, vissuti in mesoamerica in un periodo compreso fra 9600 e 1000 anni or sono.
Le analisi basate surilievi radio-isotopicisono in grado di fornire preziose informazioni sulla dieta seguita da ciascuna persona: è emerso chefino a 4700 anni fale popolazioni locali si nutrivano perlopiù di frutta, noci e in generalepiante che crescono spontaneamentenelle foreste tropicali e nella savana, oltre che di selvaggina.
Da quella data la dieta cominciò a diversificarsi ed ebbe in particolare inizio il consumo di mais checrebbe rapidamentetanto da passare da base dell’alimentazione del 30% della popolazione al 70% in 700 anni, portando alla transizione verso insediamenti stanziali.
Le antiche popolazioni sperimentarono diverse specie di teosinti, ma solo il mais fu domesticato
Le prime tracce di agricoltura risalgono a duemila anni prima, lungo le coste dal centroamerica al Messico, ma il mais con il suoalto valore nutrizionale e versatilitàfu una svolta: si passò dai primi utilizzi del gambo della pianta per la produzione di una sorta di liquore allo sfruttamento delle pannocchie, dei semi, inizialmente di scarso interesse per via delle ridotte dimensioni.
È infatti grazie al processo diselezione da parte degli antichi agricoltoriche la pannocchia raggiunse la notevole grandezza che ne costituisce la peculiarità a tutti nota. Il mais ebbe in America un ruolo determinante nello sviluppo dell’agricoltura e nella creazione di insediamenti stabili densamente popolati, di conseguenza nella nascita della civiltà.
Lo studio, che coinvolge anche lo US Army Central Identification Laboratory, l’Università del Mississippi, l’Università dell’Arizona Settentrionale e lo Ya’axche Conservation Trust del Belize
è stato pubblicato sulla rivistaScience Advances.
Di Corrado Festa Bianchet






