Analisi di antico DNA rivela una storia di complesse migrazioni preistoriche lungo le isole del Mediterraneo

Il Mediterraneo è storicamente un’importante crocevia commerciale, culturale e sociale fra i popoli di tre continenti. Una ricerca internazionale coordinata dalle università di Vienna, Harvard e Firenze (ma che ha coinvolto diversi altri atenei e sovrintendenze archeologiche, da Roma a Torino, Sassari e Nuoro) porta nondimeno a dover rivedere la visione attuale sulle migrazioni in era preistorica.

In particolare, ci si è concentrati sulle isole mediterranee: l’analisi del patrimonio genetico di 66 individui vissuti nel corso di varie epoche ha aiutato i ricercatori a ricostruire i flussi migratori in assenza di documentazione scritta. I risultati conducono a una nuova e più ampia visione dei flussi migratori

La prima civiltà greca e il Vicino Oriente

Una nuova linea di ascendenza è stata individuata nella Sicilia della Media Età del Bronzo (2000-1550 avanti Cristo) conseguente l’espansione commerciale del popolo miceneo, mentre nelle Baleari emergono testimonianze di migrazioni dall’Asia Centrale, le steppe a nord del Mar Caspio e del Mar Nero e l’attuale Iran. Tuttavia le Baleari, ma anche la Sicilia, sarebbero state raggiunte da queste popolazioni est-europee non solo via mare ma anche e in misura importante attraverso la penisola iberica.

Anche la Sardegna al centro delle rotte commerciali

Gli antichi sardi avrebbero mantenuto il pool genetico dei loro antenati del neolitico fino al 1000 a.C., ma la seconda isola più grande del Mediterraneo sarebbe a sua volta stata un crocevia fra diversi popoli ben più di quanto ritenuto finora.

Uno degli individui analizzati, vissuto oltre quattromila anni fa, era interamente di origine africana mentre altri individui (complessivamente, l’1% della popolazione dell’Europa meridionale) facevano parte di famiglie immigrate dall’Africa settentrionale.
Il 56-62% del genoma dei sardi odierni deriva dagli agricoltori giunti in Europa 8000 anni fa, un dato importante ma inferiore alle stime precedenti.

Antichi navigatori

Le migrazioni marittime a partire dal Nordafrica devono quindi essere iniziate ben prima del 1000 a.C., precedendo di parecchio quelle provenienti dal Mediterraneo orientale, e avrebbero trovato approdi in varie zone d’Europa in contemporanea.

È importante sottolineare come le ben note colonizzazioni delle isole mediterranee occidentali da parte di fenici e greci durante un’era successiva, l’Età del Ferro, non evidenzino legami con queste immigrazioni dell’Età del Bronzo.

In definitiva, modalità e tempistiche degli spostamenti verso l’Europa meridionale furono, già in era preistorica, ben più complesse e articolate di quanto finora supposto.

La ricerca è stata pubblicata il 24 febbraio 2020 su Nature Ecology & Evolution.

Di Corrado Festa Bianchet

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