Star Trek, e il mondo della televisione in generale, nel tempo della crisi

La pandemia da Covid-19 ha messo in seria difficoltà il mondo del lavoro a ogni livello, inclusi i settori artistici, culturali e dell’intrattenimento.

Anche in questi casi, a fronte di pochi individui sotto i riflettori che possono permettersi di superare questi mesi senza troppi problemi vi sono migliaia di lavoratori con un normale stipendio costretti a ridurre o interrompere l’attività.

Fermi anche cinema e televisione

Tutte le attuali serie legate all’universo di Star Trek sono, in vari modi, colpite dal problema.
Avevamo annunciato a gennaio l’imminente esordio in streaming della terza stagione di Star Trek: Discovery, che indicativamente sarebbe dovuta giungere sugli schermi di tutto il mondo intorno a maggio 2020.

La produzione ha fatto appena in tempo a terminare le riprese prima che scattasse il blocco dovuto alla tutela della salute, ma è ancora da eseguire la fase di post-produzione, ovvero tutto il lungo e complesso lavoro necessario dopo le riprese stesse, quali il montaggio audio e video, la colonna sonora, gli effetti speciali (che in un certo senso includono anche il ritocco e la correzione di fotografia, colori, audio ove necessario).

Un lavoro complesso e fondamentale quanto lontano dai riflettori

Si è deciso di portare ugualmente avanti a distanza tutto questo lungo e complicato procedimento che richiede altissime competenze e professionalità; anche alcuni protagonisti della serie, da Wilson Cruz a Doug Jones, tengono informati i fan sui social network: i tempi saranno necessariamente più lunghi, data la limitazione di mezzi e collaborazione su cui i professionisti dietro le quinte possono contare in questo momento, ma sta comunque andando avanti.

Cosa che peraltro sarebbe stata di fatto del tutto impossibile senza lo sviluppo dell’elettronica e dell’informatica di questi ultimi anni nel settore cinetelevisivo, come anche la disponibilità di affidabili connessioni a banda larga che permettono di trasferire l’ingente mole di dati che costituisce gran parte dell’opera.

Il telelavoro e lo smart working sono quindi applicati a ogni livello: dalla burocrazia all’arte all’alta tecnologia.

Purtroppo le altre serie previste hanno invece subito uno stop totale, in attesa sia possibile a tornare al lavoro sul campo: le riprese di Star Trek: Sezione 31 sarebbero dovute iniziare proprio nella prima settimana di maggio mentre quelle della seconda stagione di Star Trek: Picard erano previste per l’estate.

Non resta che attendere, con la necessaria pazienza, magari seguendo Sir Patrick Stewart che ogni giorno ci delizia, sui social network, con un sonetto di Shakespeare o tentare di carpire più informazioni sulla possibile nuova serie dedicata al capitano Christopher Pike: Discovery ha diviso i fan, ma l’interpretazione di Anson Mount (nel ruolo che nel primo episodio pilota di Star Trek, nel 1964, era stato assegnato a Jeffrey Hunter) è stata apprezzata e qualcuno si chiedeva se negli scorsi giorni l’attore non avesse deliberatamente lasciato, in particolare sul suo account Twitter, qualche indizio su un possibile via libera alla nuova serie…

In effetti è proprio così, e la nuova serie si intitolerà Star Trek: Strange New Worlds, forte richiamo ai canoni originali del franchise e, secondo le prime informazioni, con una struttura maggiormente basata su singoli episodi autoconclusivi piuttosto che su un singolo storyarc lungo l’intera stagione. Anche questo è un ritorno alle origini.

Di Corrado Festa Bianchet

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