Un murales risalente a 3800 anni fa è stato scoperto nelle ultime ore dagli archeologi peruviani

Un murales risalente a 3800 anni fa è stato scoperto lunedì 19 agosto 2019 dagli archeologi peruviani.

Il manufatto, ora visibile al pubblico, è stato trovato all’interno di un edificio cerimoniale pubblico situato nel sito di Vichama, collocato a nord di Lima.

Il murales, ben conservato, raffigura una scena complessa in cui è presente un rospo con le sembianze di essere umano e altre rappresentazioni di esseri umani.

La dottoressa Ruth Shady Solis, direttrice della Zona Archeologica di Caral (ZAC), crede che la scena raffiguri “l’arrivo dell’acqua” attraverso le piogge.

Per la civiltà andina infatti i rospi rappresentavano l’acqua, mentre il viso sottostante potrebbe indicare gli esseri umani che attendono che le piogge diano continuità alla vita.

Un altro murales, trovato nelle immediate vicinanze, raffigura quattro teste umane circondate da serpenti e quello che sembra un seme con in mezzo un viso.

Gli archeologi hanno affermato che, con ogni probabilità, le sculture sono state realizzate durante un periodo di siccità e di carestia per evocare l’acqua e la pioggia.

Tatiana Abad, un’altra archeologa presente sul sito al momento del ritrovamento, ha aggiunto che il murales raffigura un vero e proprio momento di “crisi”, che è stato vissuto in prima persona dalle popolazioni che vivevano in quei luoghi.

Il sito di Vichama si trova nella provincia di Huaura, nell’odierno Perù, a circa 150 chilometri dalla capitale Lima.

Lo scavo, iniziato nel 2007, ha portato alla luce un’antica comunità dedita all’agricoltura e alla pesca. Gli archeologi ritengono che non solo era uno dei centri più importanti della civiltà Caral, ma era noto anche con il nome di Norte Chico e che avesse iniziato ad essere abitato circa 5000 anni fa.

La città segreta di Caral, situata nella provincia di Barranca, in Perù, ad oggi è il più antico centro civilizzato che sia mai stato ritrovato nelle Americhe. È stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità nel 2009 e inserito nella lista dei beni UNESCO.

La civiltà, dopo aver vissuto un periodo di prosperità, intorno al 1800 avanti Cristo diminuì in modo misterioso, ma i murales ritrovati a Vichama, che rappresentano gravi cambiamenti del clima locale, adesso potrebbero spiegarne il motivo.

Di Francesca Orelli

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