Luca Parmitano, astrocomandante!

Il 20 luglio, giorno del cinquantesimo anniversario dell’allunaggio dell’Apollo 11, la Soyuz con a bordo Luca Parmitano, il russo Aleksandr Skvorcov e l’americano Andrew Morgan prenderà il volo dal cosmodromo di Baikonur alla volta della Stazione Spaziale Internazionale.

La missione è la Expedition 60, denominata Beyond (Oltre).

Durante la seconda parte di questa sua seconda permanenza a bordo, Parmitano ricoprirà il ruolo di comandante di missione, la prima volta per un italiano e la terza per un astronauta ESA.

Contrariamente al pensiero comune, Astroluca non trascorrerà questi sei mesi a fare capriole nello spazio. Vediamo alcuni degli oltre cinquanta esperimenti che lo vedranno impegnato.

Molti di natura fisiologica riguardano le reazioni del corpo umano nello spazio (udito, alimentazione, massa corporea, influenza delle radiazioni) e nonostante il grande interesse per le future missioni spaziali, i risultati avranno, come ampiamente dimostrato nel corso dei decenni, ricadute dirette sulla vita di tutti noi che rimarremo a casa.
Altri studi saranno invece mirati in modo diretto alla comprensione e alla cura di patologie come l’Alzheimer.

Questo genere di ricerche mediche viene effettuato nel peculiare ambiente a microgravità della Stazione Spaziale, così come l’analisi del comportamento di particolari microbi in grado di “estrarre” minerali: i cambiamenti nel comportamento di tali microorganismi in seguito alle modifiche delle condizioni ambientali saranno analizzati in modo da capire come sfruttarne le potenzialità, sulla Terra come su altri pianeti.

Saranno poi installati strumenti per svariate tipologie di rilevazione, puntati sia verso casa nostra che sul resto del cosmo: radiazioni ultraviolette, antimateria, materia oscura, la ricerca è davvero ad ampio raggio.

Analog-1 riguarderà la telerobotica, il controllo dall’orbita di un rover operante a terra per l’esplorazione e la raccolta di campioni, in previsione delle future missioni sulla Luna e su Marte.

L’Adavanced Closed Loop System avrà il fine di sviluppare sistemi di riciclo e purificazione di aria e acqua, in modo da ridurre la quantità del vitale liquido da spedire nelle prossime missioni sulla stazione stessa e dare vita a quanto di più possibile vicino a un sistema autonomo chiuso in grado di garantire la sussistenza degli astronauti durante i futuri lunghi viaggi per esempio verso Marte.

Fra manutenzione e installazione di nuovi strumenti sono previste cinque passeggiate spaziali (EVA, Extra Vehicular Activity), un record per una singola missione. Ancora non sono state designate le squadre che opereranno all’esterno della Stazione, ma è facile Luca Parmitano possa essere nuovamente protagonista di questa esperienza, dopo la prima avventura del 2013, pur funestata dallo spavento per un problema alla tuta.

Luca parte con un po’ di tristezza nel cuore per la scomparsa di Andrea Camilleri, a cui ha voluto lasciare un sentito saluto attraverso la propria pagina Facebook. Ma siamo certi nelle settimane a venire, come già fece durante la precedente missione Futura, ci delizierà con suggestive immagini di questa nostra splendida sebbene un po’ maltrattata Terra, grazie alla vista mozzafiato garantita dalla Stazione Spaziale Internazionale.

[Foto: © Bill Ingalls/NASA]

Di Corrado Festa Bianchet

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