Luna e mitologia: com’è stata raffigurata nell’Antichità (I parte)

Per gli antichi Greci aveva due facce, quella di Artemide e di Selene, mentre per gli Aztechi non solo era la sposa del fuoco, ma ricevette pure un coniglio in faccia perché “colpevole” di brillare come il sole.

Dall’America all’Africa, passando per l’Europa e l’Oceania, ecco come i popoli antichi hanno immaginato la Luna…e, a sorpresa, non sempre era una divinità femminile!

1.Anningan, il violento dio della luna degli Inuit della Groenlandia

Per gli Inuit della Groenlandia, il dio della luna era Anningan, fratello di Malina, dea del sole. Secondo il mito lui e la sorella giocavano e vivevano insieme da bambini, ma una volta adulti, le cose cambiarono.

Una notte, mentre giocavano al buio, come facevano sempre da piccoli, Anningan violentò Malina.

La dea, nel tentativo di impedirlo, si dimenò e lottò con tutte le sue forze, arrivando a rovesciare una lampada che conteneva olio di foca.

L’olio, che era spesso e nero, cadde sulle sue mani, sporcandole. Quando finalmente riuscì a respingere Anningan, Malina gli annerì la faccia, poi scappò via e corse più lontano che poté nel cielo, diventando il sole.

Anningan, senza provare alcun rimorso per il suo crimine, la rincorse, diventando così la luna. Con questa eterna persecuzione tra fratelli gli Inuit spiegavano perché, ogni giorno, la luna sostituiva il sole.

2.La luna generosa degli Indiani d’America

La luna ha un posto importante nelle leggende degli Indiani d’America, ma tra queste ce n’è una molto significativa e che mostra come, generalmente, non solo era considerata un’entità femminile, ma anche benigna e generosa.

Durante una calda notte di luglio la luna, sentendo gli ululati disperati di un lupo, gli chiese perché si lamentasse così tanto e, in risposta, l’animale le disse di aver perso uno dei suoi lupacchiotti, il più piccolo della cucciolata.

La luna, commossa da quella risposta, si gonfiò fino a diventare una palla grande e luminosa, poi chiese al lupo se adesso riusciva a vedere il suo lupacchiotto.

Il lupo ritrovò il figlio, tremante di freddo e sull’orlo di un precipizio, e lo portò in salvo in tempo. L’animale, dopo aver ringraziato la luna, sparì con il cucciolo nel bosco.

Le fate dei boschi, per premiare la luna per il suo gesto, le consentirono di ridiventare più luminosa, tonda e piena ogni 30 giorni, dando così origine alla luna piena.

Di Francesca Orelli

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