Vulcano di Santorini: il suo terreno presenterebbe molte analogie con Marte

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L’isola greca di Santorini oggi è una delle destinazioni turistiche più popolari del Mediterraneo, ma 3600 anni fa fu vittima di una delle più terribili eruzioni vulcaniche mai registrata nella storia.

Tra i materiali che, durante quell’evento catastrofico, furono eruttati dal vulcano di Santorini, gli scienziati hanno trovato rocce molto simili a quelle rinvenute su Marte.

“Nella baia di Balos, situata a sud dell’isola, abbiamo scoperto rocce di basalto uguali a quelle identificate dai rovers su Marte e con proprietà simili a quelle di alcuni meteoriti del pianeta rosso e di rocce terrestre classificate come analoghi marziani” ha sottolineato Ioannis Baziotis, ricercatore presso l’Università Agraria di Atene e co-autore dello studio, che di recente è stato pubblicato sulla rivista Icarus.

Gli autori hanno confermato che il materiale basaltico è uguale a quello localizzato dai rovers Spirity e Curiosity nei crateri Gusev e Gale del pianeta rosso e che la sua composizione chimica e mineralogica assomiglia a quella delle meteoriti autenticamente marziane e anche ad alcuni campioni marziani custoditi nella The International Space Analogue Rockstore (ISAR), una raccolta di rocce terrestri che vengono utilizzate per testare e calibrare strumenti che voleranno nelle missioni spaziali.

“I basalti di questa baia e altri simili che abbiamo trovato in due aree a nord est di Santorini sono piuttosto abbondanti” spiega Baziotis, “quindi possono servire come risorsa accessibile e a basso costo per gli esperimenti invece di usare le rare e costose rocce marziane raccolte sulla Terra o materiale ottenuto da miscele sintetiche.”

L’area inoltre, come ha evidenziato il ricercatore, è facilmente raggiungibile e offre un’eccellente logistica per i campionamenti, i test, gli strumenti di calibrazione, gli addestramenti sul campo e altre attività legate all’esplorazione attuale e futura di Marte.

Oltre che per la sua rilevanza a livello turistico, Santorini potrebbe quindi diventare un’ottima destinazione per gli studi comparativi sui pianeti, un campo che, nel mondo moderno, sta giocando un ruolo molto importante sia nella caratterizzazione di luoghi “esotici” e distanti, come pianeti e lune, sia nella comprensione del pianeta Terra.

Oltre ai ricercatori dell’Università Agraria di Atene e dell’ESA, lo studio ha coinvolto anche la NASA, l’Istituto Californiano di Tecnologia (Caltech), varie istituzioni greche e il geologo spagnolo Jesus Martinez Frias.

Di Francesca Orelli

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