Frigorifero degli antichi romani portato alla luce in un accampamento di legionari

Ubicata sulDanubionellaBulgariasettentrionale, lafortezza legionariadiNovaefu fondata verso la seconda metà del primo secolo dopo Cristo. In questo sito nei pressi della moderna città di Svishtov gli archeologi hanno portato alla luce quello che può essere definito unfrigoriferoin uso presso gliantichi romani.

LaLegio I Italica, voluta dall’imperatoreNerone, dopo varie vicissitudini finì con l’essere stanziata in via permanente a Novae, fino almeno agli anni Trenta del V secolo. Nell’area totale del campo, quasi diciotto ettari, sono stati scoperti importanti edifici quali ilprincipia(il quartier generale della legione), l’ospedalee leterme.

Il frigorifero degli antichi romani
L’antico “frigorifero” incassato nel pavimento (Credit: Piotr Dyczek)

Una piccola città che ospitava anche civili e cittadini non romani

Nei pressi sorgevano inoltre ilcanabae, l’insediamento civile che ospitava professionisti il cui lavoro era utile al sostentamento dei militari (artigiani, fabbri, mercanti), allanecropoli. Inoltre, i resti delle mura al cui interno vivevano sia legionari che civili, edificate in periodo più tardo.

Il sito di Novae è oggetto di studi da oltre sessant’anni e durante gli ultimi scavi gli archeologi hanno trovato dellelastre di ceramica incassate sotto il pavimentodi una delle stanze di una caserma, a fungere da contenitore. Un vero e proprioantico frigorifero.

Al suo interno, cocci di contenitori in ceramica, dei frammenti di ossa che presentanosegni di cottura, del carbone e una ciotola che secondo gli studiosi aveva lo scopo, sorta diincensiere, di tenere gli insetti lontani dalle vivande.

Le ultime attività romane nel sito risalgono al VI secolo

Sebbene non si tratti del primo esemplare di questa tipologia di antenato del nostro elettrodomestico, il professor Piotr Dyczek dell’Università di Varsavia, attuale responsabile degli scavi, conferma trattarsi di un ritrovamento assai raro.

Durante l’ultima stagione di scavi sono inoltre emersedecine di monete, databili fra il III secolo e l’inizio del IV (l’era diCostantino), resti delle mura difensive, un’abitazione con all’interno delle macine; inoltre pozzi, attrezzi per la tessitura e la pesca e frammenti di imbarcazioni.

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